La diverticolosi è una condizione molto comune, soprattutto dopo i 50 anni. Nella maggior parte dei casi non provoca disturbi e viene scoperta casualmente durante esami eseguiti per altri motivi.
In alcune persone, però, può manifestarsi con dolore addominale, gonfiore, alterazioni dell’intestino o, nei casi più seri, con un’infiammazione acuta che può richiedere cure urgenti e, raramente, un intervento chirurgico.
Che cosa sono i diverticoli
I diverticoli sono piccole sacche o estroflessioni che si formano lungo la parete del colon.
Compaiono più frequentemente nel colon discendente, situato nella parte sinistra dell’addome, e nel sigma, il tratto finale dell’intestino crasso prima del retto.
La semplice presenza di queste sacche prende il nome di diverticolosi. Quando uno o più diverticoli si infiammano o si infettano si parla invece di diverticolite.
Perché si formano
Le cause della diverticolosi non sono ancora completamente definite e non possono essere ricondotte a un unico fattore.
Con l’avanzare dell’età la parete intestinale può diventare più fragile. Un’alimentazione povera di fibre può inoltre ridurre il volume delle feci, rallentare il transito intestinale e aumentare la pressione all’interno del colon.
Nel tempo, questa maggiore pressione può favorire la formazione dei diverticoli nei punti più deboli della parete intestinale.
Anche la composizione del microbiota intestinale, lo stile di vita, la predisposizione individuale, il sovrappeso, la sedentarietà e il fumo possono contribuire allo sviluppo della malattia diverticolare.
Il ruolo della fibra alimentare
La fibra alimentare è presente esclusivamente negli alimenti di origine vegetale ed è importante per il corretto funzionamento dell’intestino.
Contribuisce ad aumentare il volume e la morbidezza delle feci, facilita il transito intestinale e sostiene l’equilibrio del microbiota.
Tra le principali fonti di fibra troviamo:
- verdura cruda e cotta;
- frutta;
- legumi;
- cereali integrali;
- frutta secca;
- semi oleosi.
In condizioni normali e in assenza di specifiche controindicazioni, l’alimentazione dovrebbe fornire mediamente circa 25-30 grammi di fibra al giorno.
La quantità si riferisce alla fibra contenuta complessivamente negli alimenti e non al peso della verdura, della frutta o dei cereali consumati.
È consigliabile aumentare la fibra gradualmente e bere una quantità adeguata di acqua. Un incremento improvviso può infatti provocare gonfiore, meteorismo e fastidio addominale, perché evidentemente anche l’intestino detesta i cambiamenti troppo bruschi.
Semi, pomodori e kiwi causano la diverticolite?
È ancora molto diffusa la convinzione che chi soffre di diverticoli debba evitare alimenti contenenti piccoli semi, come pomodori, kiwi, fragole, fichi o melanzane.
Le conoscenze scientifiche attuali non giustificano l’eliminazione preventiva di questi alimenti nelle persone con diverticolosi.
Non è stato dimostrato che i semi rimangano intrappolati nei diverticoli o che provochino direttamente l’infiammazione.
In assenza di disturbi personali o indicazioni specifiche del medico, non è quindi necessario escludere automaticamente semi, frutta secca o altri alimenti vegetali dalla dieta.
Quando compare la diverticolite
Solo una parte delle persone con diverticolosi sviluppa una diverticolite.
I sintomi possono comprendere:
- dolore addominale, spesso localizzato nella parte inferiore sinistra;
- febbre;
- nausea;
- gonfiore;
- stitichezza o diarrea;
- cambiamenti improvvisi dell’attività intestinale.
In presenza di dolore intenso, febbre, vomito, sanguinamento intestinale o peggioramento rapido dei sintomi è necessario rivolgersi tempestivamente al medico.
Alimentazione durante la fase acuta
Durante un episodio di diverticolite acuta non è corretto modificare autonomamente l’alimentazione.
In base alla gravità dei sintomi, il medico può consigliare temporaneamente una dieta liquida o povera di fibre, per ridurre il lavoro dell’intestino.
La fibra dovrà poi essere reintrodotta gradualmente quando l’infiammazione e il dolore saranno migliorati, seguendo le indicazioni del medico o di un professionista della nutrizione.
La riduzione delle fibre durante la fase acuta è quindi una misura temporanea, non una regola alimentare da mantenere per tutta la vita.
Prevenzione e stile di vita
Un’alimentazione ricca e varia di alimenti vegetali può contribuire al benessere intestinale e alla prevenzione della stitichezza.
Alla corretta alimentazione dovrebbero essere associati:
- un’adeguata idratazione;
- attività fisica regolare;
- controllo del peso corporeo;
- riduzione della sedentarietà;
- astensione dal fumo.
Non esiste un singolo alimento capace di prevenire o curare la diverticolosi. Esiste, invece, uno stile di vita complessivo che può aiutare l’intestino a lavorare meglio.


