🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
La S.S. Arezzo ha ufficializzato l’arrivo in prestito dal Sassuolo di Kevin Leone, centrocampista classe 2005 reduce da una stagione con 30 presenze e due reti alla Casertana.
Un altro giovane entra dunque alla corte di Cristian Bucchi, dentro una rosa che cresce con la stessa velocità delle code per i biglietti di Coppa Italia. Tra nuovi arrivi, giocatori da valutare e possibili operazioni ancora da chiudere, tra poco per fare l’appello serviranno il registro elettronico e due collaboratori scolastici.
Leone, però, non sembra arrivato soltanto per fare numero.
Nei pochi minuti in cui l’ho visto durante la partitella di Rigutino, mi ha dato l’impressione di essere un calciatore capace di aumentare subito i giri del motore amaranto. È rapido, ha un buon piede, cerca il gioco veloce e sembra particolarmente utile quando la squadra deve ripartire o saltare la prima pressione avversaria.
Non sarà probabilmente il classico metronomo che detta ogni passaggio e tiene il pallone sotto chiave, ma può diventare una sponda preziosa per gli esterni. Quando Arena, Tavernelli o Pattarello rientrano verso il centro per cercare la conclusione con il piede preferito, Leone può accompagnare l’azione, scambiare nello stretto e aprire gli spazi.
Per caratteristiche potrebbe ricordare un Iaccarino utilizzato qualche metro più avanti. Sempre che la telenovela con il Napoli arrivi davvero all’ultima puntata, perché ormai sul mercato amaranto siamo passati dalla campagna acquisti direttamente alla serialità televisiva.
Nel frattempo è arrivato anche Alessandro Di Bitonto, difensore centrale destro classe 2005, alto 190 centimetri e reduce dall’esperienza con il Gubbio. Un altro perticone per la difesa, dove Bucchi ormai può scegliere i centrali con il metodo della tombola.
Il gruppo è folto, forse perfino troppo. Con l’eventuale arrivo di Iaccarino potremmo avvicinarci alle quaranta presenze nello spogliatoio. Speriamo soltanto che, oltre a essere quaranta, non diventino pure ladroni di minuti, maglie e posti in lista.
Tornando a Leone, l’impressione iniziale è positiva. Ha gamba, personalità nel cercare la giocata e quella rapidità che può essere utile soprattutto quando la partita si apre. È giovane, deve ancora conoscere i compagni e assimilare i meccanismi di Bucchi, quindi evitiamo di trasformarlo subito nel nuovo Modrić dopo una partitella d’agosto. Ad Arezzo, però, la moderazione estiva è una disciplina praticata meno del curling.
Resta la nostalgia per un Guccione di ventotto anni, con il suo sinistro, la sua personalità e quei lanci a calice che tagliavano il campo con precisione. Viviani sta imparando ed è sulla strada giusta, mentre Chierico sembra finalmente entrare in condizione.
Davanti, intanto, Tavernelli e Arena continuano a segnare. Pattarello prosegue il lavoro differenziato, Casarosa è rientrato nel gruppo e il caldo ha costretto a posticipare l’allenamento di un’ora. Decisione saggia, perché cuocere i nuovi acquisti direttamente sul campo di Rigutino sarebbe stato un metodo di preparazione atletica piuttosto innovativo.
La campagna abbonamenti continua a correre e per Arezzo-Brescia di Coppa Italia sono già cominciate le code. La città ha fame di calcio vero e la Serie B, dopo tanta attesa, sta iniziando finalmente a prendere forma.
Adesso nel motore amaranto c’è anche un Leone. Vedremo se saprà ruggire, correre o almeno evitare che il centrocampo proceda con la grazia di un trattore in salita.
Forza Arezzo!


