Dal 6 al 12 agosto Arezzo avrà almeno tre buoni motivi per alzare la testa: i fuochi di San Donato, le stelle cadenti di San Lorenzo e l’eclissi parziale di Sole. Una settimana intera a guardare il cielo, attività generalmente più rassicurante che osservare ciò che accade a terra.
Si comincia giovedì 6 agosto con i tradizionali festeggiamenti per San Donato. Dopo il corteo e la cerimonia in Cattedrale, alle 23 in punto partirà dalla Fortezza Medicea lo spettacolo pirotecnico. Il cielo sopra Arezzo si illuminerà di colori, mentre sotto proseguirà l’altro spettacolo cittadino: automobilisti che scoprono l’esistenza dei divieti di sosta quando il carro attrezzi ha già imboccato via Ricasoli.
Passati i botti del patrono, sarà il momento delle Perseidi, comunemente chiamate stelle cadenti o lacrime di San Lorenzo. La tradizione suggerisce di cercarle nella notte del 10 agosto, ma il massimo dello sciame è previsto tra il 12 e il 13 agosto, quando in condizioni ideali si potrebbero osservare molte meteore ogni ora. Nel 2026 lo spettacolo sarà particolarmente favorito dalla Luna nuova, prevista proprio il 12 agosto: niente chiarore lunare a disturbare l’osservazione e finalmente un caso in cui il buio rappresenta una buona notizia.
Ma il piatto forte arriverà al tramonto di mercoledì 12 agosto, quando dall’Italia sarà visibile un’eclissi parziale di Sole. Il fenomeno inizierà intorno alle 19.30, proseguirà alle 19.50 e raggiungerà le fasi più avanzate verso le 20.20 , con differenze legate alla località e all’orario del tramonto. La totalità attraverserà soprattutto Groenlandia, Islanda e Spagna settentrionale, mentre da noi il Sole resterà parzialmente visibile. Dunque niente notte improvvisa, galline che tornano nel pollaio o consiglieri comunali che interpretano il fenomeno come un segnale elettorale.
La Toscana rientra tra le regioni italiane più favorite, ma ad Arezzo ci sarà una difficoltà molto terrena: il Sole sarà bassissimo verso ovest. Per vedere l’eclissi servirà quindi un punto con l’orizzonte occidentale libero da montagne, colline, alberi, palazzi, antenne e vicini di casa che hanno deciso di montare una tettoia proprio il giorno prima. Anche un rilievo apparentemente lontano potrebbe nascondere il Sole nelle fasi decisive.
Chi non troverà un punto adatto potrà seguire dalle 19.30 la diretta organizzata dall’Inaf insieme all’Unione astrofili italiani e all’Associazione dei planetari italiani. È meno romantico, ma almeno evita di trascorrere quaranta minuti sopra un poggio per poi scoprire che davanti al Sole c’è il Pratomagno.
Fondamentale, però, non fare gli astronomi improvvisati: il Sole non deve mai essere osservato direttamente, nemmeno quando è vicino al tramonto o parzialmente coperto. Servono occhialini certificati con sigla ISO 12312-2 o strumenti dotati di filtri solari adeguati. Occhiali da sole, vetri affumicati, radiografie e vecchie maschere da saldatore recuperate in garage non trasformano nessuno in Galileo: trasformano soltanto una bella serata in una visita urgente dall’oculista.
Insomma, agosto ad Arezzo invita tutti a stare con la testa in su: il 6 per i fuochi, il 10 per rispettare la tradizione, il 12 per l’eclissi e nella notte successiva per le Perseidi. Poi si potrà tornare tranquillamente a guardare per terra. Anche perché, passata l’astronomia, restano sempre le buche.


