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Cocaina col sistema del nascondino: dosi tra cartelli, cassonetti e contatori

Secondo le indagini dei Carabinieri, lo stupefacente veniva lasciato in pacchetti di sigarette e scatole di caramelle lungo le strade della Valtiberina, al confine tra Toscana e Umbria

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Cocaina col sistema del nascondino: dosi tra cartelli, cassonetti e contatori

Secondo le indagini dei Carabinieri, lo stupefacente veniva lasciato in pacchetti di sigarette e scatole di caramelle lungo le strade della Valtiberina, al confine tra Toscana e Umbria

I Carabinieri di Sansepolcro hanno arrestato un uomo di 29 anni, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Arezzo su richiesta della Procura della Repubblica.

L’uomo è indagato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe organizzato un insolito sistema di consegna della cocaina lungo le strade della Valtiberina, al confine tra Toscana e Umbria.

Le indagini, svolte tra aprile e maggio, avrebbero accertato che il ventinovenne si spostava in automobile nel territorio, nascondendo le dosi vicino a cartelli stradali, contatori dell’acqua e cassonetti dei rifiuti.

La sostanza veniva occultata all’interno di pacchetti di sigarette o contenitori metallici per caramelle. Una specie di caccia al tesoro, insomma, ma con un premio decisamente meno adatto alle famiglie e senza neppure la mappa disegnata dai pirati.

Nel corso dell’attività investigativa, i Carabinieri avrebbero documentato la cessione di circa 300 dosi di cocaina. Un sistema che permetteva, secondo l’ipotesi accusatoria, di lasciare la droga in punti concordati senza incontrare direttamente gli acquirenti.

In una circostanza l’uomo avrebbe anche forzato un posto di controllo dei Carabinieri di Sansepolcro, riuscendo ad allontanarsi senza che venisse trovata sostanza stupefacente all’interno dell’automobile.

Gli elementi raccolti attraverso i servizi di osservazione e l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza dei comuni dell’Unione Montana della Valtiberina Toscana hanno consentito agli investigatori di ricostruire i suoi spostamenti e le presunte modalità di consegna.

Sulla base dei gravi indizi di colpevolezza raccolti, la Procura della Repubblica di Arezzo ha richiesto la misura cautelare, successivamente disposta dal giudice per le indagini preliminari.

Il ventinovenne è stato quindi accompagnato nella casa circondariale di Arezzo. Le responsabilità dell’indagato dovranno essere accertate nel corso del procedimento e restano subordinate a una sentenza definitiva.

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