Tutte le partite dell’Arezzo disputate allo stadio Comunale saranno accompagnate, fino al 15 giugno 2027, da una specifica disciplina sulla vendita e sull’utilizzo di bevande e contenitori. Perché il calendario calcistico può ancora cambiare, ma il bicchiere di vetro resta titolare inamovibile nella formazione dei problemi di ordine pubblico.
L’ordinanza del sindaco, valida dal primo agosto, recepisce le disposizioni della Questura e dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e si applicherà praticamente a ogni occasione in cui un pallone rotolerà sul prato: amichevoli, Coppa Italia, campionato ed eventuali play-off.
Nel raggio di 500 metri dall’impianto sarà vietata la vendita per asporto di bevande e alimenti contenuti in recipienti di vetro o lattine. Stop anche alle bevande alcoliche con gradazione superiore a 5 gradi.
In sostanza, intorno allo stadio saranno ammessi il tifo, l’ansia, le urla contro l’arbitro e le discussioni sul modulo, ma non una birra abbastanza forte da rendere comprensibile il fuorigioco.
Le limitazioni interesseranno tutti gli esercizi commerciali, compresi quelli temporanei e su area pubblica. Sarà inoltre vietato utilizzare o portare bottiglie e lattine fuori dalle aree di pertinenza dei pubblici esercizi e dei negozi in sede fissa.
I divieti scatteranno tre ore prima dell’inizio delle partite e resteranno validi fino a un’ora dopo il fischio finale. Un margine temporale studiato per coprire riscaldamento, gara, recupero, contestazione dell’arbitro e analisi tattica al bar di chi avrebbe sicuramente vinto la partita al posto dell’allenatore.
Per chi non rispetterà l’ordinanza sono previste sanzioni pecuniarie. Nessuna penalizzazione in classifica, dunque, anche perché per quelle basta già il campo.
La misura punta a tutelare la sicurezza urbana e l’incolumità pubblica, riducendo i rischi legati all’abuso di alcol e all’utilizzo improprio di bottiglie e lattine. Il messaggio è semplice: allo stadio si può perdere la voce, la pazienza e perfino la partita, ma possibilmente senza tirarsi dietro il contenitore dell’aperitivo.


