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Ghinelli saluta Arezzo: “Non ho fatto tutto io, però quasi”

Il sindaco uscente affida a Facebook il commiato dopo undici anni: guerre, pandemia, banche perdute e turismo ritrovato. Nei commenti parte la processione del “grazie Alessandro”

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Ghinelli saluta Arezzo: “Non ho fatto tutto io, però quasi”

Il sindaco uscente affida a Facebook il commiato dopo undici anni: guerre, pandemia, banche perdute e turismo ritrovato. Nei commenti parte la processione del “grazie Alessandro”

Alessandro Ghinelli ha scelto Facebook per salutare Arezzo dopo undici anni di governo cittadino. Un addio lungo, solenne, quasi da ultimo discorso dal balcone, con dentro tutto: la banca persa, la pandemia, la crisi energetica, la guerra in Europa, il Medio Oriente, la NATO, l’equilibrio strategico mondiale e, per un soffio, non anche l’estinzione dei dinosauri.

Il sindaco uscente ringrazia gli aretini, dice che il merito è tutto loro, poi però ricorda garbatamente che in questi anni Arezzo è diventata città d’arte, città turistica, città conosciuta in Europa e nel mondo, città con una nuova identità culturale. Insomma: il merito è vostro, ma la regia era sua.

Nel messaggio Ghinelli ammette anche che restano opere incompiute e problemi irrisolti. Una frase importante, infilata con eleganza tra un “siamo stati bravi” e un “continuate su questa strada”, come quando al pranzo di Natale qualcuno accenna ai debiti di famiglia mentre stanno servendo il panettone.

Sotto il post, intanto, si è aperta la liturgia social: “Grazie Alessandro”, “bravo”, “buona vita”, “leader”, “hai fatto crescere Arezzo”. Una via crucis del consenso, con tanto di GIF, applausi e nostalgia anticipata. Mancava solo il coro: “meno male che Alessandro c’è”.

Ghinelli consegna dunque alla città il suo testamento politico: Arezzo non è stata venduta, è stata aperta. Formula elegante, che suona bene e soprattutto lascia spazio a tutte le interpretazioni: aperta ai turisti, agli eventi, ai cantieri, alle polemiche e probabilmente anche alle buche, che in quanto a continuità amministrativa non hanno mai tradito nessuno.

Ora la palla passa a chi verrà dopo. Ma il messaggio è chiaro: si può cambiare sindaco, si può cambiare giunta, si può cambiare stagione politica. Però il libretto d’istruzioni, secondo Ghinelli, resta quello.

Arezzo saluta. Facebook applaude. L’Ortica osserva e punge: undici anni sono lunghi, ma per certi incensi bastano ventotto minuti.

 

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

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