(Rubrica: Cronache dal sottobosco urbano)
Arezzo continua a confermarsi capitale mondiale delle grandi tradizioni popolari, tra mercatini natalizi, luminarie e… movimenti tellurici di basso ventre.
Dopo le celebri gesta documentate dall’Oritca – dalla Pisciata Artistica di Via Guido Monaco¹ alla consacrazione ufficiale di Arezzo Capitale del Cacone Libero², passando per il Polacco Col Buco³ e l’Uomo-che-la-Feci-l’Aiuola-è-mia di Saione⁴ – ecco emergere un nuovo capitolo della saga.
Stavolta lo scenario è Campo di Marte.
Nella foto si vede un signore impegnato in una posizione tecnicamente definita “premonitòria”, che ricorda molto certi rituali agricoli tardo-autunnali.
Nessuno può dire con certezza cosa stesse facendo. Forse ammira le foglie.
Forse annusa la flora locale.
Forse medita.
Forse controlla se l’aiuola ha bisogno di concime organico ad alta resa – non sta a noi giudicare.
L’unico dettaglio indiscutibile, in mezzo al caos urbano e alla moralità fluttuante, è uno:
Il cestino era lì, accanto.
Una presenza ironica, quasi didattica.
Come un monaco zen che ricorda all’umanità peccatrice: “L’immondizia va separata. Anche la tua.”
Chi era? Lo stesso della volta scorsa? Un nuovo adepto del movimento?
Il Popolo vuole la verità, ma Arezzo risponde come sempre:
con un’altra aiuola e un altro mistero.
INTERVISTE AI PASSANTI (SUL LUOGO DEL MISTERO)
Signora con sacchetto della spesa:
“Io non so se stava concimando o cercando il portafoglio. Però se ogni cittadino dà il suo contributo… fra un mese ci cresce il bosco!”
Ciclista in transito, frenata brusca:
“L’ho visto chinarsi e ho pensato ‘Oh Madonna, avrà perso le chiavi!’. Poi ho realizzato… che forse le stava mollando.”
Anziano in panchina, veterano del quartiere:
“Ai miei tempi si faceva dietro al muro. O almeno si chiedeva permesso alla natura. Oggi invece tutto live, senza preavviso.”
Studente col caffè in mano:
“Secondo me è street art. Performance urbana. Corpo, territorio, organico: io ci vedo un messaggio sociale fortissimo. Voto 8.”
Mamma col passeggino (sguardo rassegnato):
“Oh, basta che non lo stenda sul marciapiede. Se proprio deve, almeno fertilizzi bene. Quest’anno le foglie son tristi.”
Signore che passa per caso e non vuole essere citato ma viene citato lo stesso:
“Io facevo finta di non vedere eh. Poi lui ha guardato il cestino e io ho capito… siamo animali evoluti a metà.”
Commerciante della zona:
“Oh, qui la gente non si fa più i fatti suoi: si abbassa le braghe e lascia il pacco come Amazon Prime, consegna veloce e senza firma.”
Note a piè d’erba
¹, Arezzo Città del Natale: tra luci magia… e pisciate in via Guido Monaco
², Arezzo, capitale del cacone libero!
³, Il polacco di Saione, foglio di via col buco
⁴, A Saione l’ommo-che-fà-le-feci: l’aiuola è sua


