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Dipendente esce con 40 grammi d’oro: «Era il premio produzione, ma senza riunione»

Un operaio di una ditta orafa aretina è stato fermato all’uscita con alcuni grammi di metallo prezioso. A casa ne sarebbero stati trovati altri: denunciato per furto aggravato

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Dipendente esce con 40 grammi d’oro: «Era il premio produzione, ma senza riunione»

Un operaio di una ditta orafa aretina è stato fermato all’uscita con alcuni grammi di metallo prezioso. A casa ne sarebbero stati trovati altri: denunciato per furto aggravato

Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali 

Arezzo – C’è chi a fine turno porta via la schiscetta vuota, chi una penna dell’ufficio e chi, secondo la ricostruzione degli investigatori, circa 40 grammi d’oro. Del resto, quando l’azienda parla di “valorizzazione delle risorse interne”, qualcuno può sempre capire male.

Il protagonista della vicenda è un dipendente di una ditta orafa aretina, fermato all’uscita dal lavoro dagli agenti della Squadra mobile. Durante il controllo gli sarebbero stati trovati addosso alcuni grammi d’oro provenienti dall’azienda.

Una modalità di prelievo aziendale decisamente innovativa: niente bonifico, niente busta paga, direttamente materia prima.

L’indagine era partita dopo la denuncia dei titolari, che avevano notato alcuni ammanchi e movimenti sospetti. Gli investigatori avrebbero quindi osservato il dipendente durante il turno, aspettandolo poi al momento dell’uscita.

La perquisizione personale avrebbe confermato i sospetti. Da un successivo controllo nell’abitazione dell’uomo sarebbero emersi altri quantitativi di metallo prezioso, per un totale di circa 40 grammi.

Non proprio il tesoro di Fort Knox, ma abbastanza per rendere complicata la spiegazione: «Me li sono trovati in tasca insieme agli spiccioli».

L’uomo, incensurato e fino a quel momento considerato insospettabile, sarebbe caduto in tentazione proprio nel luogo meno indicato per sviluppare un improvviso interesse per il collezionismo metallurgico.

La Procura, valutati gli elementi raccolti, non ha disposto l’arresto. È invece scattata una denuncia a piede libero per furto aggravato. Le responsabilità dovranno naturalmente essere accertate nelle sedi competenti, perché tra il sospetto, la denuncia e la condanna esiste ancora quella fastidiosa usanza chiamata processo.

L’oro recuperato è stato restituito, mentre gli accertamenti proseguono per verificare se gli ammanchi possano essere più consistenti o se ci siano stati altri episodi.

Sul futuro rapporto di lavoro, invece, pare difficile attendersi grandi sviluppi. La fiducia, come l’oro, una volta portata fuori dalla ditta tende a non rientrare facilmente.

E così, nel distretto orafo aretino, è stato scoperto un nuovo metodo per integrare lo stipendio: il prelievo diretto alla fonte. Peccato che la fonte abbia chiamato la polizia.

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