Questo articolo usa l’ironia per commentare fatti reali
Arezzo – Prima gli avrebbe strappato il telefono dalle mani, poi avrebbe preteso 150 euro per restituirglielo. Una formula commerciale essenziale: furto, riscatto e consegna immediata, tutto senza perdere tempo con fatture, recensioni o diritto di recesso.
La Polizia di Stato ha eseguito a Firenze un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un quarantenne italiano, residente a Firenze, indagato per rapina ed estorsione aggravata ai danni di un uomo di 80 anni.
I fatti risalgono al 17 giugno 2026 e sarebbero avvenuti all’interno di un centro commerciale di Arezzo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’anziano sarebbe stato avvicinato nel parcheggio sotterraneo da un uomo che gli chiedeva denaro.
La vittima avrebbe cercato di ignorarlo, confidando forse nell’antico sistema difensivo italiano del “faccio finta di non aver sentito”. L’uomo, però, avrebbe continuato a seguirlo fino al piano superiore e, nei pressi di un bar, lo avrebbe aggredito e strattonato, strappandogli il telefono cellulare.
A quel punto sarebbe iniziata la seconda fase dell’operazione: il presunto rapinatore avrebbe spiegato all’ottantenne che il telefono poteva essere restituito, purché il proprietario fosse disposto a ricomprarselo.
Una specie di usato garantito, con un solo precedente proprietario e appena trenta secondi di utilizzo illecito.
I due si sarebbero quindi diretti verso una banca vicina, dove l’anziano avrebbe prelevato 150 euro da un bancomat, consegnandoli all’uomo in cambio del cellulare.
Solo dopo esserne tornato in possesso, la vittima avrebbe potuto chiamare i soccorsi e le forze dell’ordine. L’ottantenne, particolarmente spaventato, ha poi presentato denuncia.
Le ricerche immediate non avevano permesso di rintracciare il sospettato, ma la Squadra Mobile ha avviato gli approfondimenti investigativi. Le testimonianze raccolte al bar e le immagini delle telecamere del centro commerciale e dell’ATM avrebbero confermato la dinamica raccontata dalla vittima.
A offrire agli investigatori un aiuto inatteso sarebbe stato un dettaglio notato da alcuni testimoni: l’uomo aveva al polso un braccialetto ospedaliero.
Non esattamente il travestimento perfetto per chi desidera confondersi tra la folla. Più che una fuga, una dimissione con tracciabilità inclusa.
Gli accertamenti effettuati all’ospedale San Donato hanno permesso di individuare un paziente dimesso proprio quella mattina, poche ore prima dei fatti, compatibile con la descrizione fornita.
Il confronto tra le immagini registrate dalle telecamere dell’ospedale e quelle del centro commerciale avrebbe condotto gli investigatori a identificare la stessa persona. Il sospettato sarebbe stato inoltre riconosciuto fotograficamente sia dalla vittima sia da diversi testimoni.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati agli stupefacenti e ai reati contro il patrimonio, è stato rintracciato nella propria abitazione a Firenze dagli agenti della Squadra Mobile di Arezzo.
Su richiesta della Procura, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Arezzo ha disposto la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti la gravità degli indizi, il rischio di reiterazione e la pericolosità dell’indagato.
Dopo gli atti di rito, il quarantenne è stato trasferito nel carcere fiorentino di Sollicciano.
Le accuse dovranno naturalmente essere verificate nel processo. Per ora resta una storia nella quale un anziano sarebbe stato costretto a pagare per riavere ciò che era già suo.
Il libero mercato, evidentemente, aveva appena toccato il fondo e ha chiesto pure 150 euro per risalire.


