Arezzo, il popolo dello sballo

C’è qualcosa che non quadra, qualcosa di innaturale che in una società civile non dovrebbe accadere.

Non passa giorno che non pubblichiamo notizie di scoperta piantagioni di marijuana abusive, spaccio di droga in bicicletta, a piedi, in autonei portoni, persino in offerta 3 x 2 a sconto per procacciarsi nuovi clienti.

Un bollettino di guerra che investe sia Arezzo città che la provincia, come se da queste parti drogarsi sia la principale attività di molte persone.

La cosa brutta è che spesso a finire nella cronaca siano proprio i cittadini aretini, bianchi, italiani e spesso anche di buona estrazione socioculturale, sia come spacciatori che come consumatori abituali, in grandi quantità, di droga.

Giovani, vecchi, quarantenni, cinquantenni, nessuna fascia di età ne è immune, ricchi e poveri, il fenomeno è trasversale ed in crescente aumento.

Se così tanti aretini si drogano, un motivo deve esserci, forse più di uno.
Noia ?
Disagio esistenziale ?
Sballo del sabato sera ?
Sostanze per reggere carichi di lavoro professionale allucinanti ?
Tutto questo e anche altro.

Fatto è che il fenomeno non si arresta, segno di declino di un modo di vivere e agire, che fino a qualche decennio fa ad Arezzo era relegato a sacche estreme e numericamente irrisorie di disagio.

Se così tanta gente spaccia e si droga, una domanda chi governa, sia a livello locale che nazionale se la deve fare, e subito.

Soluzioni immediate e fattibili sono difficili da gestire, quello che non possiamo tollerare come aretini è permettere che la droga si diffonda a macchia d’olio.
Ne va della salute, della sicurezza e del vivere quotidiano di ogni persona onesta e sana di mente.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

2 COMMENTI

  1. forse perchè lo sballo non è più del sabato sera ma di tutte le sere,
    locali aperti fino alle due nei giorni feriali (anche per il saracino), forse non sono i carichi di lavoro
    che richiedono l’additivo

  2. Io credo che tutto questo accade perché noi aretini vogliamo che accada, noi affittiamo in nero appartamenti a prostitute, noi aretini/italiani acquistiamo sostanze stupefacenti, agevolando di fatto la prolificazione di spacciatori, quindi ” chi è causa del suo male pianga se stesso”” e smettiamola di pretendere che siano srmpre gli altri ad individuare soluzioni….

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