🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
L’Arezzo ha riempito il pullman, salutato il caldo della Toscana ed è salito a Rovetta per cominciare davvero la nuova stagione. Trentadue calciatori convocati da Christian Bucchi, una montagna di borsoni, qualche inevitabile faccia assonnata e quella curiosità che accompagna ogni ritiro estivo: capire chi è già pronto, chi deve carburare e chi, invece, sta ancora cercando il proprio paio di gambe.
La Val Seriana ha accolto gli amaranto prima con 27 gradi e il sole, poi con la pioggia battente e un freddo decisamente poco luglio. Il clima di montagna, insomma, ha già cominciato a marcare stretto. Una mattina pare d’essere in vacanza, quella dopo serve quasi il piumino. Preparazione atletica completa, pure meteorologica.
La squadra è arrivata dopo il lungo viaggio in pullman ed è scesa subito in campo alle 18 per la prima seduta ufficiale. Attivazione, lavoro metabolico e primi esercizi per rimettere in moto gambe e testa. Niente sentenze, ci mancherebbe: siamo a luglio e giudicare ora un calciatore sarebbe come recensire il vino mentre stanno ancora pigiando l’uva.
Qualche indicazione, però, dal campo è già arrivata.
Mattia Sala si è presentato in splendida forma, brillante e subito dentro il ritmo dell’allenamento. Gambe leggere, buona intensità e quella voglia di farsi notare che durante un ritiro non guasta mai.
Alberto Cerri ha mostrato una discreta mobilità e, soprattutto, ha lasciato partire un tiro che più che una conclusione sembrava una comunicazione ufficiale indirizzata al portiere: pallone colpito forte, molto forte. La porta è rimasta al suo posto, e già questa può essere considerata una notizia positiva.
Ai box, invece, Emiliano Pattarello, ancora costretto a lavorare a parte. Nessun motivo per costruire drammi da piena estate: la stagione è lunga e il numero dieci amaranto dovrà essere recuperato con calma, senza trasformare ogni esercizio differenziato in una crisi internazionale.
Oggi il programma prevede una doppia seduta, con partitella nel pomeriggio. È proprio in queste prime prove che Bucchi comincerà a osservare combinazioni, movimenti e possibili gerarchie. Per ora il gruppo è numeroso e comprende volti conosciuti, nuovi arrivi e giovani chiamati a sfruttare ogni minuto per convincere l’allenatore.
Tra i convocati ci sono i portieri Trombini, Seculin, Nunziante e Moreschini; in difesa uomini come Coppolaro, De Col, Illanes, Gilli e Chiosa; a centrocampo Ionita, Chierico, Mawuli, Viviani e Serban; davanti un reparto affollato con Cerri, Cianci, Ravasio, Capello, Tavernelli, Varela, Arena e Pattarello.
Materiale per lavorare ce n’è. Toccherà a Bucchi trovare equilibrio, intensità e soprattutto una squadra capace di riconoscersi in fretta. Le figurine, come ogni estate insegna con puntualità quasi crudele, fanno contenti a luglio. I punti arrivano da agosto in poi.
Intanto al ritiro è comparso anche il Giommo, immortalato con la maglia amaranto davanti agli spalti. Altro che osservatori e direttori sportivi: il vero termometro della preparazione è il tifoso che affronta chilometri, sole, pioggia e temperature alpine pur di vedere una seduta atletica.
Dal nostro inviato arrivano quindi le prime notizie: Sala corre, Cerri spara, Pattarello aspetta e il cielo di Rovetta cambia idea ogni mezz’ora.
Il calice è stato appena riempito. Per capire se sarà un’annata da brindisi o da digestivo pesante servirà tempo. Ma almeno, finalmente, il pallone ha ricominciato a rotolare.


