Nuova vita per le aree interne e marginali, progetti e idee per un rilancio ambientale, economico e sociale

Una giornata dedicata ai borghi e territori più marginali, oggi a rischio spopolamento per il venir meno delle attività economiche e difficoltà logistiche, isolati nella campagna e in montagna, ma che grazie alla tecnologia potranno diventare aree meno ‘lontane’, dove su progetti mirati creare nuove occasioni di sviluppo sostenibile.

Se ne parlerà a Cortona, domenica 6 ottobre, nel complesso di Sant’Agostino.

All’evento – “Lo sviluppo delle aree interne e montane: progetti e idee per un rilancio ambientale, economico e sociale” – prenderà le mosse la mattina attorno alle 9.30, per concludersi dopo le 15 con la proiezione di un documentario dedicato alle donne pastore delle montagne italiane.

Interverranno l’assessore alla presidenza Vittorio Bugli, che ha seguito il progetto delle cooperative di comunità toscane, e l’assessore ai trasporti e le infrastrutture Vincenzo Ceccarelli.

La giornata di studio nasce dalla collaborazione tra il progetto Life Granatha e la cooperativa “Fabbrica del sole“, entrambi impegnati nella valorizzazione economica, sociale e ambientale delle comunità rurali e delle aree interne, visti come territori ricchi di natura, cultura e comunità, custodi di saperi e tradizioni e dove sperimentare nuovi modelli di sviluppo.
“La fabbrica del sole” da tre anni gestisce il complesso agricolo forestale di Monte Ginezzo.

L’obiettivo è ripartire dalla montagna, con la costituzione di una cooperativa di comunità, una cooperativa cioè che veda come soci attiva la maggior parte degli abitanti del borgo, e con progetti che hanno a che fare con la produzione di energia, la cura e valorizzazione dei sentieri ed attività didattiche, in modo da trattenere chi dalla montagna oggi vuole fuggire.

Si studia anche una app per vendere più facilmente e ad un pubblico più vasto i prodotti locali.

L’esperienza delle cooperative di comunità, complice anche il bando della Regione Toscana che a dicembre 2018 hanno messo a disposizione 1 milione e 200 mila euro, sta contagiando numerosi territori.

In venticinque (anzi ventiquattro, perchè una cooperativa si è ritirata), in ventitré diversi comuni, hanno già un progetto finanziato e sono a lavoro: tutti nel segno della riscoperta di antiche radici, di nuove forme di economia (e di utili da investire in servizi), della biodiversità e di un turismo diffuso e sostenibile.
Progetti sostenuti nella fase di avvio ma che domani ambiscono a reggersi sulle proprie gambe.

Il progetto “Life Granatha”, attivo dal 2016, punta invece alla conservazione di alcune specie di uccelli che nidificano nelle brughiere montane del Pratomagno.

Ma le brughierie, un tempo utilizzate per la produzione di scope, oggi si stanno trasformando in bosco, mettendo a rischio la diffusione degli animali che vi vivevano.

Perché ciò non accada si lavora all’avvio di una filiera corta che realizzi scope ed altri utensili utilizzando le piante di erica.

Ufficio Stampa
Comunicati stampa Amministrazioni, Associazioni, Politici di Arezzo e provincia

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