Giornata campestre alla Tenuta di Cesa, dove il presidente Eugenio Giani, noto per montare su tutto ciò che abbia quattro ruote o quattro voti, è salito su un trattore per inaugurare il nuovo campo prova regionale per non ammazzarsi mentre si guida un mezzo agricolo.
Pare che, qualcuno abbia davvero temuto per la vita: il trattore.
Sì, perché il presidente Eugenio Giani, armato di entusiasmo istituzionale e sorriso da sagra, è salito sul mezzo agricolo.
Giani sale, l’istruttore lo guarda come chi sta per prestare la macchina nuova al nipote patentato da due ore, e il trattore, giurano alcuni presenti, ha fatto un cigolio che voleva dire:
“Madonna, speriamo bene.”
La scena sembrava un incrocio tra Linea Verde e Scherzi a Parte e tutti a fare foto.
La Regione però è serissima: basta con gli incidenti sul lavoro.
E quindi: corsi, prove pratiche, patentini, campo prova con dodici esercizi didattici.
C’è la salita, la discesa, lo slalom, e manca solo la prova “schiva il fagiano suicida”.
“Potenziare la formazione è essenziale!”, proclama il presidente.
Che in toscano si traduce: “Ragazzi, coi trattori ci si lascia le penne, quindi imparate a usarli senza fare i numeri da circo.”
E per dimostrare che fa sul serio, Giani annuncia una legge regionale dedicata alle prove pratiche, così che un giorno si possa dire: “bravo, hai il patentino del trattore, ora non schiacciarti i piedi”.
La Regione snocciola i dati:
dal 2013 al 2025, in Toscana, 33.650 infortuni agricoli, 79 dei quali mortali.
La metà avviene nella USL Sud Est, dove la tradizione contadina è talmente radicata che il trattore pare chiamare per nome i lavoratori.
E gli anziani, poveri cristi, finiscono sotto al trattore più spesso dei pomodori sotto la passata: il 38% delle vittime ha più di 65 anni.
Insomma, i trattori non guardano la pensione: la falciano.
Un lavoratore su quattro coinvolto è straniero.
E qui il commento più sentito nelle campagne è stato:
“Se un li fanno lavorare sempre al nero e con i mezzi vecchi, ‘un ce voleva Nostradamus per prevederlo…”
Dopo il giretto inaugurale del presidente, il campo prova pare abbia tirato un sospiro di sollievo.
E anche il trattore, tornato al parcheggio, avrebbe confidato:
“Oh, meglio i contadini veri: quelli almeno sanno dove hanno i piedi.”
Intanto la Regione promette investimenti, formazione, centri specializzati.
Gli agricoltori invece sperano che insieme ai corsi arrivi anche qualche soldino per cambiare i mezzi del Pleistocene.
“Bene i corsi, bene i campi prova… ma se ci date anche un po’ più di soldi per non lavorare con ferrivecchi del 1982, magari ci si salva ancora meglio, grazie.”
Perché va bene la sicurezza, va bene la formazione…
ma quando il trattore parte a pezzi, puoi anche fare tutti gli slalom che vuoi:
vince sempre lui.



