Arezzo, 6 Agosto 2025.
La nostra battaglia contro i cialtroni, bifolchi, buzzurri, screanzati, scavezzacollo, beceri, trogloditi e maleducati cronici continua senza sosta. Perché dove la civiltà alza bandiera bianca, noi continuiamo a sventolare il dito medio.
Questa volta la segnalazione (anzi, la provocazione) ci arriva da Via Ristoro d’Arezzo, angolo “Discarica a Cielo Aperto” dove un anonimo (ma geniale) indignato cittadino ha pensato bene di dialogare direttamente con l’oggetto della nostra rabbia: un materasso abbandonato. Non uno di quelli piccoli, da camper, ma un signor materasso matrimoniale che ad occhio ha visto più notti bianche che notti di sonno.
Sul suddetto relitto urbano, con mano ferma e pennarello nero, qualcuno ha lasciato un messaggio dal sapore amaro, datato 02/08/2025 (oggi è il 6, fate due conti…):
“Chiedo scusa per l’incivile che mi ha lasciato qui! Grazie a chi mi porterà via.”
Una frase breve, semplice, ma che trasuda disprezzo e sarcasmo verso l’ennesimo esempio di malcostume. La prova provata che mentre le isole ecologiche esistono, l’intelligenza di certi soggetti è andata definitivamente in ferie.
E come da tradizione italica, il materasso abbandonato non è un semplice rifiuto: è un monumento alla sciatteria, al menefreghismo, al “tanto qualcuno pulisce”. Sta lì, poggiato con nonchalance accanto ai bidoni, come se fosse in attesa dell’aperitivo. Magari spera che, a furia di stare in strada, qualche amministratore si ci faccia il selfie pre-elettorale.
Intanto, noi che non ci stiamo a fare da zerbini a questa maleducazione travestita da “tanto che sarà mai”, continuiamo a denunciare. Perché ogni materasso abbandonato è un cittadino che si arrende. E noi, signori, arrenderci non ci sappiamo.
E a chi l’ha scaricato di notte, con l’auto scassata e la coscienza ancora più bucata, vorremmo solo dire:
la differenziata si fa anche col cervello, ma capiamo che nel suo caso è materiale non riciclabile.


