Arezzo, che fine farà la cultura ? (video)

Andrea Biagiotti Fernando Marraghini: attori e registi

La giunta regionale ha dato il via libera per la ripresa delle attività culturali, quindi circoli culturali, ricreativi, corsi di formazione, stage, potranno essere riattivati, previe norme di sicurezza e di sanificazione.

Una buona notizia, ma lontana la normalità di potere usufruire di nuovo di teatri, concerti, spettacoli e sagre, cinema,  manifestazioni con un pubblico più o meno assembrato.

Peccato che, come sempre, la cultura sia l’ultima ruota del carro, l’ultimo settore ad essere considerato, messo dietro a tutto il resto.

Qualcuno pensa che, come disse quel tale, “con la cultura non si mangia”, ma si sbaglia di grosso.

Arezzo, poco e male, tanto e bene che si voglia considerare, ha bisogno che il settore riparta, che la normalità riprenda.

In tal senso ben venga la lettera aperta alla città del Circolo Aurora, dal titolo di ‘Cultura Viva’, che ha voglia di ricominciare, scuotendo la gente dalla “sindrome della capanna”, ovvero da quel torpore che induce le persone a restare a casa, inermi e sonnacchiosi.

Nel frattempo c’è chi, come si evince dal video, della cultura se ne frega, pisciando in pieno giorno sul cancello dell’Anfiteatro in via Margaritone, in spregio a tutto e a tutti, beandosi della propria ignoranza, come le pine verdi.

Se c’è un punto di svolta, questo deve partire dall’intelletto, che non deve essere considerato un accessorio dell’economia e del commercio (vitali certo), perché la civiltà non si misura solo con i soldi.

 

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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