Il sesso al tempo del Coronavirus

Abbiamo, fino ad oggi, fatto gli spiritosi con l’emergenza virus, riempiendo il web di battute  come quella “reale” del principe William che ha fatto calare il gelo, anche se detta per scherzo, dicendo: Kate ed io siamo qui per diffondere il coronavirus!

E poi, dall’ultima cena di Leonardo da Vinci senza commensali  alle povere penne non rigate e non cacate da nessuno nella corsa ai supermercati.

Ma ora le ultime disposizioni governative in fase di uscita ci terrorizzano.

Riguardano, infatti, i nostri comportamenti più intimi, quelli ai quali teniamo di più, compresi i comportamenti sessuali.

Non toccatevi, non abbracciatevi, non baciatevi e di conseguenza NON FATE L’AMORE.

Dovete tenervi a distanza di almeno un  metro, disposizioni che hanno allarmato anche l’amico di scuola che veniva definito “il ciuco” per la lunghezza della sua “proboscide” che però non superava i 33 centimetri.

Del resto il bacio alla francese, ci spiega Carlotta, mi ha fatto sempre un po’ senso con quella lingua che non sapevamo come muovere e che spesso sapeva di formaggio stagionato.

Così da oggi, è più importante avere il responso del tampone per poter avvicinare il partner.

Infatti, avere il tampone per il covid-19 è figo come avere un iphone11.

Che ci frega di quelli che hanno solo il certificato hiv negativo, è come se avessero un vecchio motorola.

Però abbiamo un nuovo modo di approcciarsi per rimorchiare: Vuoi salire da me a lavarti le mani?
Ho amuchina a sfare!

Ecco spiegato perché in Italia abbiamo eseguito così tanti tamponi rispetto agli altri paesi.

Un gadget fondamentale diventa il metro per poter misurare la distanza di sicurezza consigliata.

Che tristezza quando nella nostra adolescenza il metro veniva usato per ben altre misurazioni.

Avvicinandosi le elezioni amministrative i candidati a sindaco dovrebbero ogni mattina informarci sulla loro temperatura prima che il clima si faccia troppo caldo.

Purtroppo Trump sta chiudendo le frontiere con il nostro paese e sta vietando alle americane di  avere rapporti con italiani.
Solidarietà al sindaco!

Sia chiaro, noi scherziamo perché la vita deve andare avanti e perché la scienza ci dice che solo mantenendo il buonumore possiamo avere gli anticorpi necessari per mandare in culo il virus.

 

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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