Arezzo, l’apocalisse zombie e il delirio

Era dai tempi del disastro di Chernobyl (la mucca pazza e l’aviaria ebbero meno impatto emotivo in proporzione), che non si assisteva ad una dilagante preoccupazione come con il Coronavirus.
Tralasciando per ora la situazione nazionale, riportando tutto sul locale, ad Arezzo ad oggi non abbiamo nessun caso di contagiato.

Alcune persone sono state messe in quarantena per precauzione in ospedale, poiché di ritorno da viaggi in Cina ed Hong Kong, altre si sono “autoisolate” per scrupolo, ma di casi positivi al virus, per fortuna, nessuno, tutti sani o al massimo vittime di febbre stagionali.
Quello che sconvolge e che fa riflettere è la psicosi di massa che oggi, domenica, ha colpito, senza una reale motivazione, tanti aretini.

Ci giunge notizia, documentata anche da foto, di un assalto a vari supermercati, Esselunga, Conad, Eurospin, ed anche altri, ove la gente ha razziato dagli scaffali di tutto, con foga incredibile.
Pasta, pelati, olio, zucchero, tonno, surgelati, ma anche detergenti, saponi, salviette per le mani, disinfettanti ed alcol.
Sparite in città anche mascherine e guanti in lattice, saccheggiate farmacie e ferramenta in un delirio collettivo.
Sembravano scene, da chi le ha viste in prima persona e ce le ha descritte, sullo stile apocalisse zombie di serie tv come “The Walking Dead”.

Una preoccupazione ci deve essere, non va preso nulla sottogamba, ci si deve proteggere ed evitare situazioni a rischio, ma in questo modo ci sembra una cosa folle.
Non c’è penuria di cibo, né di acqua, né sono chiusi negozi e locali pubblici, quindi, ad Arezzo ad oggi, la situazione è perlomeno normale e sotto controllo.

Se davvero tutto peggiorasse (e speriamo non accada mai), che dovrebbe succedere ? Sparatorie per strada, come nei film americani, negozi assaltati, incendiati e l’esercito a presidiare le vie cittadine ?
Con tutto il rispetto, queste scene ci fanno vedere come alcuni aretini siano davvero psicologicamente fragili, con deliri sovradimensionati alla situazione reale.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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