Il Lucertola e la Madonna del Conforto

Breve storia (vera), della quale lasciamo ai lettori la morale e il commento.

In piazza Guido Monaco si ferma il bus della Tiemme direzione Duomo per portare le persone alla Madonna del Conforto.

Tra i passeggeri salgono il Lucertola e un suo compare altrettanto malmesso, palesemente ubriachi, sistemandosi in fondo.

Due baldi giovani, in salute e scattanti, sono i controllori che esaminando i biglietti di tutti, arrivati ai due “campioni”, anziché farli scendere perché privi del tagliando, fanno finta di controllare e poi si posizionano più avanti.

Fare una multa a due disgraziati nullatenenti, forse hanno pensato, è uno spreco di tempo e di energie.

Peccato che alcuni anziani a bordo si accorgono del finto controllo e protestano, giustamente facendo notare che loro hanno pagato e i due no.

I controllori evasivamente balbettano che hanno controllato e che era tutto a posto.

La fermata successiva al fatto i due controllori scendono rapidamente, forse per evitare di dovere dare ulteriori spiegazioni.

L’autista guida beato con gli auricolari all’orecchio e sembra manco accorgersi di tutto.

Al Duomo gli anziani incazzati scendono e le loro proteste sono parole nel vento.

Il Lucertola, forse non salito sul bus per recarsi a pregare la Madonna, continua la corsa semi incosciente dai fumi dell’alcool insieme all’altro fenomeno, per un pasto caldo a San Domenico.

Se la Madonna del Conforto ha fatto il miracolo al Lucertola, non lo ha fatto a quei passeggeri cornuti e mazziati.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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