Albanesi che rubano con nome e cognome, orafi che riciclano con le sole iniziali

Un blitz dei Carabinieri ha portato alla luce un traffico di oro e argento rubati.
In pratica c’era chi procurava oro di provenienza illecita a degli orafi aretini che lo riciclavano.
Niente di nuovo sotto il sole della nostra città, ma si dà il caso che i ladri arrestati dai Carabinieri abbiano nome e cognome finiti sui giornali locali, mentre gli orafi destinatari della merce rubata vengono citati con le sole iniziali.

Non sappiamo se è dipeso dai Carabinieri o dal quotidiano che ha riportato la notizia, ma di certo quelli con nome e cognome sono stranieri e gli altri, si presume almeno altrettanto malviventi, italiani.

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Pietro Aretino
« Qui giace l'Aretin, poeta Tosco, che d'ognun disse mal, fuorché di Cristo, scusandosi col dir: "Non lo conosco"! » (Ironica epigrafe indirizzata all'Aretino da Paolo Giovio[1]) È conosciuto principalmente per alcuni suoi scritti dal contenuto considerato quanto mai licenzioso (almeno per l'epoca), fra cui i conosciutissimi Sonetti lussuriosi. Scrisse anche i Dubbi amorosi e opere di contenuto religioso, tese a farlo apprezzare nell'ambiente cardinalizio che a lungo frequentò.

3 COMMENTI

  1. Se non si dice di che nazionalità sono gli orafi non c’è verso di sapere se sono italiani o meno. Non si capisce quali elementi concreti porterebbero ad intuire la loro nazionalità. Non credevo che essere giornalisti facesse ricevere poteri di chiaroveggenza.

    • Giornalisti? Ma noi di l’Ortica non siamo giornalisti; io per esempio sono un letterato rinascimentale… Per di più anomalo e sboccato.

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