🍷 Il calice amaranto
Opinioni, impressioni e analisi sul mondo dell’Arezzo calcio viste dalla parte del tifoso. Una rubrica di Cesare Fracassi, tra campo, mercato e passione amaranto.
La Serie B è arrivata e non concede il tempo di sistemarsi il colletto. Corre, picchia e punisce: se parti mezzo secondo dopo, l’avversario è già entrato in area mentre te stai ancora cercando la posizione.
Per questo, caro Schiavi, un attaccante come Leonardo Mancuso lo prenderei volentieri. È un centravanti capace di farsi sentire in area, attaccare il pallone e sovrastare il difensore. Accanto a Cerri potrebbe dare peso, esperienza e qualche pensiero in più alle retroguardie avversarie, che altrimenti rischiano di venire ad Arezzo con la serenità di chi va a fare una girata al Prato.
Poi c’è il lavoro di Cutolo. Se riesce a trovare una sistemazione ai due centravanti rimasti dalla scorsa stagione e a risolvere la situazione di Tito, può liberare spazio per completare davvero la squadra. Non è questione di bocciare qualcuno: in Serie B bisogna avere giocatori funzionali al progetto, non una collezione di figurine da tenere nel cassetto.
Coccia, invece, io lo terrei. Potrebbe diventare una sorta di Sala sulla fascia sinistra: corsa, progressione e un piede che, quando arriva il momento di calciare, non chiede il permesso alla Questura. In una squadra che deve alzare ritmo e intensità, almeno uno tra Sala e Coccia dovrebbe stare spesso in campo.
La velocità iniziale, infatti, resta uno dei dubbi della difesa amaranto. Quando manca lo scatto, si finisce per inseguire e magari aggrapparsi alla maglia dell’avversario come all’ultimo autobus della sera. Ma ci dicono che non è un problema: benissimo, allora dormiamo sereni. Basta che non si svegli prima l’attaccante avversario.
Il rinnovo di Matteo Gilli fino al 30 giugno 2029 è comunque una notizia importante. Gilli si è guadagnato fiducia con continuità, intensità e spirito di sacrificio. Tenerlo significa dare stabilità alla retroguardia e confermare uno dei giocatori che hanno dimostrato di sapere cosa voglia dire indossare la maglia amaranto. Il prolungamento è stato annunciato insieme agli ultimi movimenti di mercato dell’Arezzo.
E mentre Gilli mette la firma fino al 2029, la società blinda anche Artur Ionita fino al 30 giugno 2028. Una conferma importante, perché in Serie B l’esperienza non è un soprammobile da mettere nello spogliatoio: serve quando la partita si sporca, il pallone scotta e qualcuno deve capire cosa fare prima degli altri.
Ionita porta qualità, personalità e capacità di leggere le situazioni di gioco. Non avrà più vent’anni e probabilmente non farà avanti e indietro per novanta minuti come un motorino senza marmitta, ma sa occupare gli spazi, guidare i compagni e dare equilibrio alla squadra. In un centrocampo giovane e ancora da completare, uno così non si manda via: gli si rinnova il contratto e, possibilmente, gli si lascia pure la parola quando c’è da rimettere ordine.
Il doppio rinnovo di Gilli e Ionita è un segnale preciso: l’Arezzo vuole affrontare la Serie B mantenendo alcuni punti fermi della promozione. Giusto puntare sui giovani e sulla corsa, ma quando arrivano le trasferte complicate servono anche quelli che hanno già visto il film e sanno che il finale raramente è una commedia.
Tra i pali, Nunziante è un gatto. Riflessi, agilità e personalità non gli mancano. Con i piedi, però, deve ancora migliorare nella costruzione: talvolta prende la rincorsa andando indietro senza accompagnare il pallone in avanti e sembra preparare un rinvio da cinquanta metri anche quando basterebbe aprire il gioco.
Il punto è che oggi il portiere non può limitarsi a parare. È diventato il vecchio libero: deve leggere l’azione, uscire dall’area, offrire una soluzione ai difensori e far ripartire la squadra. Le parate salvano il risultato, ma nella Serie B moderna anche un passaggio sbagliato può apparecchiare la tavola agli altri.
A centrocampo le combinazioni non mancano. Chierico può alternarsi con Ioniță o Coccia, mentre Mawuli e Iaccarino possono lavorare insieme a Sala. Quest’ultimo porta corsa e progressione: qualità indispensabili quando la partita si allunga e il pallone comincia a pesare come una bolletta d’inverno.
Davanti, l’eventuale coppia Mancuso-Cerri darebbe centimetri, presenza e mestiere. Iaccarino e Chierico, all’occorrenza, possono allargarsi e accompagnare l’azione. Tavernelli e Arena restano soluzioni naturali sulle fasce, aspettando di avere Varela e soprattutto Pattarello completamente recuperato.
Insomma, le possibilità ci sono. Ma dal dire al fare non dipende da noi del Calice, che al massimo possiamo ordinare un altro giro e rifare la formazione sul tovagliolo.
Dipende dal mercato, dalla volontà della società e soprattutto dalle decisioni di mister Bucchi. Perché noi possiamo suggerire Mancuso, difendere Coccia e spiegare dove mettere Sala. Poi arriva l’allenatore, cambia tutto e ci ricorda che la panchina è sua.
E forse è anche meglio così: se comandassero i tifosi, ad Arezzo avremmo trentadue titolari, sette centravanti e nessuno disposto a uscire al sessantesimo.


