Svegliarsi presto e uscire all’aperto per osservare la luce del mattino è un’esperienza che vale la pena provare. Non servono rituali complicati: bastano il cielo, qualche minuto di calma e, possibilmente, il telefono lasciato in tasca.
La luce naturale cambia durante la giornata. All’alba, quando il sole è ancora molto basso sull’orizzonte, può assumere tonalità calde simili a quelle del tramonto. Man mano che il sole sale, la luce diventa più intensa e il suo spettro più equilibrato, con una maggiore componente azzurra rispetto alle ore serali.
Il colore dipende dal percorso compiuto dai raggi solari nell’atmosfera e dalla loro diffusione. Quando il sole è vicino all’orizzonte, la luce attraversa uno strato atmosferico più ampio: le lunghezze d’onda più corte vengono disperse maggiormente, mentre quelle rosse e arancioni riescono più facilmente a raggiungere i nostri occhi.
Umiltà e salute
Siamo esseri viventi e il nostro organismo si è evoluto seguendo l’alternanza tra luce e buio.
Dentro di noi opera un ritmo circadiano, cioè un sistema biologico che regola numerose funzioni nell’arco di circa ventiquattro ore: sonno e veglia, temperatura corporea, produzione ormonale, appetito, digestione e metabolismo.
Il principale “orologio” dell’organismo si trova nell’ipotalamo ed è chiamato nucleo soprachiasmatico. È formato da circa ventimila neuroni e riceve le informazioni sulla luce attraverso particolari cellule della retina e le relative vie nervose. Non è quindi direttamente a contatto con la luce, ma viene informato dagli occhi sulla presenza del giorno e della notte. Il nucleo soprachiasmatico è considerato il principale regolatore dei ritmi circadiani. NCBI Bookshelf
La luce del mattino rappresenta uno dei segnali ambientali più importanti per sincronizzare questo sistema. L’esposizione alla luce naturale favorisce la riduzione della melatonina, l’ormone associato alla notte, e sostiene lo stato di vigilanza. Anche il cortisolo segue un ritmo circadiano e tende naturalmente ad aumentare nelle ore che precedono e seguono il risveglio: non è però corretto dire che la luce “accenda” automaticamente cortisolo e serotonina come fossero due interruttori.
Gli orologi biologici coordinano anche molti processi presenti negli organi e nei tessuti. Questo non significa che al mattino intestino e tiroide ripartano da zero: entrambi continuano a funzionare durante la notte, pur modificando la loro attività secondo ritmi fisiologici.
La luce naturale contribuisce dunque a mantenere allineato il nostro organismo con l’ambiente. Al contrario, l’esposizione alla luce artificiale durante la notte, gli orari irregolari e la scarsa luce durante il giorno possono interferire con il ritmo circadiano. Questa alterazione è associata a disturbi del sonno e, quando diventa cronica, può influire negativamente su diversi aspetti della salute. National Institutes of Health
Uscire al mattino, possibilmente nelle prime ore dopo il risveglio, può aiutare a rafforzare il segnale del giorno. Non è necessario guardare direttamente il sole, pratica che può danneggiare gli occhi: è sufficiente stare all’aperto e lasciare che la luce ambientale raggiunga naturalmente la retina.
Vedere nascere il giorno può essere anche un momento di silenzio e meditazione. Un modo per ricordarci, con un po’ di necessaria umiltà, che possiamo inventare orari, turni, notifiche e riunioni alle sette di sera, ma il nostro organismo continua a prendere ordini da una vecchia autorità che non ha mai avuto bisogno di essere eletta: il sole.
Siamo esseri viventi insieme agli animali e alle piante. Ritrovare il contatto con la luce naturale significa riconoscere questa appartenenza e provare a rimettere in sintonia la cultura delle nostre giornate con la biologia del nostro corpo.
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