Una cagnolina di tre anni è morta dopo essere stata aggredita da quello che, secondo il racconto della proprietaria e le immagini registrate da una telecamera, sarebbe un lupo. L’episodio è avvenuto mercoledì sera a Peneto, alle porte di Arezzo, nel piazzale esterno di un’abitazione.
La notizia e la testimonianza della famiglia sono state raccolte questa mattina da Angela Baldi per La Nazione, che ha ricostruito l’accaduto attraverso il racconto della proprietaria, Zelinda Ceccarelli. Qui l’articolo originale.
Mina, un bassotto a pelo duro, si trovava nel piazzale davanti casa quando è stata afferrata. Le urla dei proprietari avrebbero indotto il predatore ad allentare la presa, permettendo alla cagnolina di tornare verso l’abitazione. Le ferite, tuttavia, erano gravissime: nonostante l’intervento del veterinario, Mina è morta il giorno successivo.
Non siamo in mezzo a una foresta della Transilvania e nemmeno nell’ultima casa prima dell’Appennino. Peneto si trova a poca distanza dalla città, vicino ad altre abitazioni e lungo percorsi frequentati da persone, bambini e proprietari di cani.
Ed è proprio questo l’aspetto che rende l’episodio particolarmente preoccupante.
La famiglia ha annunciato una lettera al presidente della Regione, al prefetto, al sindaco di Arezzo e al presidente della Provincia. Non chiede la guerra al lupo né l’arrivo della cavalleria: domanda di sapere come ci si debba comportare quando un animale selvatico si spinge fino al piazzale di casa.
Una pretesa rivoluzionaria: ottenere dalle istituzioni indicazioni precise prima del prossimo episodio e non il tradizionale comunicato rassicurante quando ormai è troppo tardi.
La presenza del lupo nel territorio aretino non è una novità. Diverso, però, è trovarselo a pochi passi dalla porta, in una zona abitata e all’ora di cena. In questi casi limitarsi a spiegare che il lupo generalmente teme l’uomo rischia di rassicurare soprattutto chi abita al terzo piano.
La convivenza con la fauna selvatica è un tema serio e non può essere ridotto alla solita rissa tra chi vorrebbe mettere un fiocco al collo di ogni lupo e chi, al contrario, propone di risolvere tutto a fucilate. Servono monitoraggio, prevenzione, informazioni e interventi mirati quando un animale perde la naturale diffidenza verso le abitazioni.
Soprattutto, occorre chiarire ai residenti quali protezioni adottare, chi contattare e quali misure siano previste nei luoghi in cui vengono segnalati avvicinamenti ripetuti.
Perché se la soluzione istituzionale consiste nel consigliare a ogni famiglia di trasformare il proprio giardino in Fort Knox, sarebbe opportuno dirlo. Magari allegando alla brochure anche un muratore, una rete metallica e il relativo bonifico.
La Regione Toscana dispone di canali dedicati per segnalare avvistamenti, contatti e predazioni: si può scrivere a lupo@regione.toscana.it oppure inviare informazioni e materiale al numero WhatsApp 366 681 7138. Nelle situazioni di pericolo immediato in prossimità delle abitazioni deve essere contattato il 112, che può attivare i Carabinieri forestali e gli altri servizi competenti. Le indicazioni regionali raccomandano di segnalare sempre anche gli attacchi ai cani da affezione. Informazioni della Regione Toscana.
La morte di Mina non deve diventare l’occasione per alimentare paure indiscriminate, ma nemmeno essere archiviata come un inevitabile inconveniente della natura.
Il lupo, in fondo, ha già fatto il lupo. Adesso vediamo se Comune, Provincia e Regione riusciranno a fare le istituzioni.
Nella foto: Una veduta della zona di Peneto


