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Se la fa il cane raccogli, se la fa il cavallo diventa patrimonio rurale?

Una vistosa “firma equestre” abbandonata nel mezzo della carreggiata riapre la questione: l’obbligo di pulire vale anche per chi conduce un cavallo?

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Se la fa il cane raccogli, se la fa il cavallo diventa patrimonio rurale?

Una vistosa “firma equestre” abbandonata nel mezzo della carreggiata riapre la questione: l’obbligo di pulire vale anche per chi conduce un cavallo?

Una consistente quantità di deiezioni di cavallo è stata fotografata nel mezzo di una strada del territorio aretino. Non proprio un coriandolo sfuggito durante una sfilata: un mucchio ben visibile, comodamente sistemato sulla carreggiata e lasciato in eredità a pedoni, ciclisti e automobilisti.

La domanda viene spontanea: se il proprietario di un cane deve giustamente raccogliere ciò che Fido deposita sul suolo pubblico, per il cavallo come funziona? Vale la regola “più grosso è l’animale, più grande è l’esenzione”, oppure anche il cavaliere dovrebbe scendere e occuparsi del ricordino?

Il regolamento del Comune di Arezzo offre una risposta abbastanza chiara. L’articolo 41 stabilisce che i proprietari o detentori, a qualsiasi titolo, degli animali hanno l’obbligo di raccogliere le deiezioni prodotte sul suolo pubblico, così da preservare l’igiene e il decoro del luogo.

La disposizione vale per qualsiasi area pubblica o di uso pubblico dell’intero territorio comunale: vie, piazze, giardini e compagnia concimante. Non si parla quindi soltanto di cani. Quando il regolamento vuole riferirsi specificamente a loro, lo fa nel comma successivo, imponendo ai proprietari dei cani di avere con sé strumenti idonei alla raccolta.

Qui nasce una piccola curiosità burocratica tutta italiana: per il cane è previsto espressamente il sacchetto, mentre per il cavallo non viene indicata l’attrezzatura necessaria. Paletta, secchio, carriola o rimorchio agricolo? La scelta pare lasciata alla creatività del cavaliere, ma il risultato finale non cambia: le deiezioni devono essere rimosse.

Per la violazione dell’articolo 41 il regolamento prevede una sanzione amministrativa da 80 a 480 euro. Naturalmente, dalla sola fotografia non è possibile stabilire chi abbia condotto il cavallo, quando sia avvenuto il passaggio o se qualcuno sia successivamente tornato a ripulire. La domanda, tuttavia, rimane sul selciato insieme al resto.

Il cavallo, poveraccio, fa semplicemente quello che la natura gli comanda. Il problema è sempre quello che sta sopra: se guida l’animale, dovrebbe anche assumersi la responsabilità di ciò che lascia dietro.

Perché una passeggiata a cavallo può essere suggestiva, tradizionale e perfino elegante. Ma quando finisce, qualcuno dovrebbe raccogliere gli applausi. E possibilmente anche il resto.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.
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