Arezzo prova una mossa rivoluzionaria per il turismo estivo: convincere chi dorme in agriturismo ad abbandonare per un paio d’ore piscina, sdraio e tagliere di salumi per andare a vedere la città.
Nasce così “Arezzo d’estate – visite in centro fra storia e leggende”, il nuovo progetto frutto dell’accordo tra Agriturist Arezzo e il Centro Guide, pensato per offrire agli ospiti delle strutture agrituristiche visite guidate al centro storico a prezzi accessibili.
L’obiettivo è semplice e persino sensato, quindi già abbastanza sospetto: far conoscere le bellezze storiche e artistiche di Arezzo, migliorare l’offerta degli agriturismi e proporre ai visitatori un’esperienza organizzata, invece di lasciarli vagare sotto il sole seguendo una recensione scritta nel 2017 da “Gianlu84”.
Agriturist Arezzo, realtà collegata a Confagricoltura Arezzo e presieduta da Valentina Fabbroni, ha siglato l’intesa con il Centro Guide, gruppo di professionisti autorizzati coordinato da Rachele Fusai.
Gli ospiti potranno prenotare direttamente presso la struttura agrituristica entro il mercoledì e partecipare alla visita nel pomeriggio del giovedì successivo. Un sistema lineare: prima si prenota, poi si visita. Una procedura talmente chiara da rischiare di mettere in crisi decenni di turismo affidato al “si vedrà quando siamo lì”.
Il percorso dura circa un’ora e mezza ed è disponibile in italiano e in inglese. I gruppi dovranno essere composti da almeno dieci partecipanti.
La quota individuale è di 15 euro, ridotta a 8 euro per i ragazzi dai 9 ai 16 anni, mentre i bambini fino a 8 anni partecipano gratuitamente, purché non chiedano ogni tre minuti quando si torna in piscina.
L’iniziativa, promossa in particolare dalla vicepresidente di Agriturist Arezzo Anastasia Mancini, vuole creare un collegamento stabile tra le strutture ricettive del territorio e le guide professioniste.
Una volta alla settimana, quindi, i turisti potranno lasciare temporaneamente la campagna e raggiungere il centro storico, dove scopriranno che Arezzo non è soltanto la città attraversata in auto mentre si cerca un distributore o un ristorante con parcheggio.
Rachele Fusai sottolinea il valore della collaborazione tra gli agriturismi e il Centro Guide, con l’obiettivo di proporre visite dedicate anche ai clienti individuali, spesso esclusi dai tradizionali tour organizzati perché non arrivano già stipati dentro un pullman con l’ombrellino numerato.
Valentina Fabbroni evidenzia invece come il progetto permetta agli operatori di arricchire la propria offerta con un’esperienza culturale affidata a personale qualificato.
Il principio è quello del turismo di qualità: dormire nel territorio, assaggiare i suoi prodotti, conoscerne la storia e magari tornare a casa sapendo qualcosa in più di dove fosse collocato il buffet della colazione.
L’accordo rappresenta anche un tentativo concreto di unire campagna e città, due mondi geograficamente vicini ma talvolta separati da una distanza psicologica superiore a quella fra Arezzo e la Scandinavia.
Da una parte gli agriturismi, con olivi, vigne e camere affacciate sulle colline. Dall’altra il centro storico, con chiese, piazze, affreschi e leggende. In mezzo, finalmente, una guida che sappia spiegare tutto senza affidarsi a una ricerca frettolosa sul telefono.
Un’occasione utile per le strutture ricettive e per i visitatori, ma anche per Arezzo, che potrà mostrare il proprio patrimonio a chi già soggiorna nel territorio e magari, fino a ieri, considerava il capoluogo soltanto una deviazione sulla strada per tornare al casolare.


