L’Arezzo che si prepara al ritorno in Serie B somiglia sempre di più a un bel calice amaranto: una coppa robusta, abbastanza larga, con una base che pare reggere e parecchi ingredienti già versati dentro.
Per riempirlo fino all’orlo, però, sembra mancare ancora un giocatore alla Gelsi, tanto per capirsi con quelli che c’erano nel 2002/2003 e per raccontarlo a quelli che allora magari ancora gattonavano.
Servirebbe un centrocampista capace di garantire una cinquantina di minuti a partita e di concedere un po’ di riposo a Guccione, senza costringere il capitano a tirare la carretta fino a maggio come un barroccio sulla salita di Poti.
In attesa di capire quanto potrà incidere il giovane Ferrara, la squadra costruita da Nello Cutolo offre già diverse soluzioni, soprattutto sugli esterni.
Sulla destra Bucchi può contare su Renzi o Martinez, con Mawuli chiamato a garantire dinamismo e Goretti pronto a ritagliarsi spazio. Più avanti ci sono Pattarello e Arena, gente che può accendere la partita, saltare l’uomo e far alzare in piedi lo stadio.
Sulla sinistra il carrello amaranto presenta Righetti, con Ionita o Chierico a dare sostanza e qualità, mentre Tavernelli e Varela possono garantire corsa e fantasia. Senza dimenticare Coccia e Sala, perché in Serie B le alternative non sono mai troppe: tra infortuni, squalifiche e turni infrasettimanali, prima o poi tocca a tutti.
Al centro dell’attacco, invece, il menù è abbondante: Cerri, Cianci e Ravasio offrono centimetri, fisicità e gol. Capello può essere utilizzato anche come seconda punta, una soluzione utile per cambiare modulo e caratteristiche senza dover smontare ogni volta tutta la cristalleria.
Anche dietro il calice sembra avere un bel “culaccio”, inteso come fondo del bicchiere, sia chiaro, prima che qualcuno convochi una conferenza stampa.
Coppolaro, De Col, Illanes, Gilli, Gigli e Chiosa formano un reparto con esperienza, struttura e conoscenza della categoria. Insieme ai quattro portieri dovranno tenere in piedi il calice amaranto, soprattutto quando arriveranno le inevitabili bevute amare del campionato.
Perché la Serie B è questa roba qui: oggi sembri pronto per i playoff, domani perdi su un campo difficile per un rimpallo, una punizione deviata o un pallone che decide di prendere la residenza sulla traversa.
Il materiale, comunque, c’è.
Adesso tutto dipenderà dalle scelte di Cristian Bucchi, dai possibili tagli e dalle occasioni che il mercato presenterà a Nello Cutolo. Il direttore sportivo ha già apparecchiato una rosa profonda, ma l’ultimo innesto potrebbe fare la differenza tra una squadra semplicemente numerosa e una squadra davvero completa.
Il campionato inizierà sabato 22 agosto 2026. Il calendario prevede quattro turni infrasettimanali, il 27 ottobre, il 24 novembre, l’8 dicembre e il 2 marzo, oltre a quattro soste tra settembre e marzo. L’ultima giornata si giocherà nel fine settimana tra il 14 e il 16 maggio 2027.
Sarà una stagione lunga, faticosa e piena di trappole. La Serie B, del resto, non è una degustazione guidata: è più una cena di paese con quaranta portate, qualcuno che litiga per il posto e il conto che arriva sempre quando meno te l’aspetti.
Il calice amaranto, però, è già sul tavolo.
Manca forse l’ultimo sorso, quel centrocampista capace di dare equilibrio, respiro e geometrie. Poi toccherà a Bucchi scegliere come servirlo.
E ad Arezzo, dopo diciannove anni di attesa, c’è una sete che non si placa certo con l’acqua minerale.


