Con il passare degli anni una persona, donna o uomo, può mostrare atteggiamenti aggressivi nella parola e nelle azioni.
Si tratta spesso di situazioni improvvise, che scattano senza un motivo apparente. Opporsi direttamente a questa aggressività può peggiorare la situazione.
È importante sapere che una patologia vascolare cerebrale può rendere una persona aggressiva, poiché i danni al cervello possono alterare la personalità, il comportamento e il controllo delle emozioni.
L’aggressività è spesso una conseguenza di ansia, frustrazione o paura, causate dalla difficoltà della persona a comunicare o comprendere ciò che accade intorno a lei, soprattutto in presenza di lesioni nelle aree frontali del cervello.
CORTECCIA PRE-FRONTALE
Le lesioni che coinvolgono le zone frontali del cervello sono particolarmente associate a cambiamenti comportamentali quali:
- impulsività
- aggressività
- perdita delle inibizioni
Le difficoltà cognitive – come problemi di memoria, attenzione e linguaggio – possono generare frustrazione e paura, che si manifestano come rabbia e aggressività.
L’aggressività rappresenta spesso una reazione difensiva a un ambiente percepito come minaccioso, caotico o incomprensibile.
Con l’avanzare della patologia, autocontrollo e inibizioni sociali possono diminuire, portando a reazioni più impulsive e talvolta violente.
Cosa fare
- Ricordare che l’aggressività è una manifestazione di paura o malessere, non un attacco personale.
- Eseguire una TAC o una risonanza magnetica per verificare eventuali lesioni nelle aree frontali del cervello.
- In caso di lesioni, può essere utile:
- una terapia farmacologica mirata;
- il controllo dell’ipertensione;
- correggere con l’alimentazione eventuali squilibri nel metabolismo glicemico e lipidico.










