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mercoledì, Dicembre 17, 2025
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Nuovo calcio: l’Arezzo cede al Latina ai rigori

Un esperimento tattico che rivela il valore del movimento e dei ruoli intercambiabili

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Una partita al cospetto di un migliaio di spettatori, infreddoliti alquanto, finita con una parata di Porro, giocatore che ha sostituito all’ultimo il portiere pontino Basti, espulso, salvando la porta con un’uscita dall’area, scaracollando Varela lanciato a rete.

 Partita dove mister Bucchi ha inserito a mosaico elementi della Primavera e quelli meno utilizzati in campionato, oltre ai soliti più noti, salvo De Col, Chiosa, Gigli, Cianci, Chierico e Ravasio, oltre a Venturi e ai riabilitanti Dell’Aquila, Renzi e Dezi.

A cosa è servita questa sconfitta?
A provare il “gioco a dama”, già utilizzato ad Ascoli.

Già in altri miei interventi e scritti avevo cercato di dare un’immagine di movimento del gioco con:

  • le aperture a “calice” sugli esterni
  • le aperture a “carrello sui binari delle fasce”

Sembrano linee di sviluppo di azioni offensive del calcio: i numeri (4-4-2, 3-5-2, 4-3-3, 4-2-3-1) danno solo staticità, mentre il calcio è movimento.

Il movimento vincente è quello dei quadranti della dama:
il campo da calcio lo dividiamo in tanti quadranti, e molte partite iniziano con fasi di studio e contenimento.
Ma vince chi, nel finale, ha più dame in movimento, cioè giocatori capaci di spostarsi e giocare in più quadranti durante la stessa gara.

Gli esempi:

  • le staffette di Tavernelli e Varela ad Ascoli
  • Cianci, ammonito mentre recuperava palloni nella nostra metà campo
  • Iaccarino, Mawuli, Ferrara, e anche Tito e Meli, tutti impiegati in più ruoli, in “più quadranti”

Questo può disorientare gli avversari, sia a uomo sia a zona: possono trovarsi prima un giocatore lento e alto, poi uno brevilineo e rapido, oppure essere costretti a difendere in zone per loro poco usuali.
Questo tipo di gioco consente di superare il calo fisico, atletico e mentale degli avversari.
Non che si giri come nella pallavolo, ma gli spostamenti in più ruoli lo ricordano.

Lo dimostrano i nostri secondi tempi, dove spesso si rovesciano le partite o si piazza la stilettata finale.

Vince chi ha più dame in campo!
Foto: S.S. Arezzo

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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