Il pensiero nasce dall’elaborazione elettro-biochimica che avviene nel cervello a partire da tutte le stimolazioni sensoriali e viscerali.
Occhi, tatto, gusto, olfatto, udito e intestino ricevono stimolazioni provenienti dall’esterno del corpo.
I recettori sensoriali convertono l’energia dello stimolo (fisica, chimica, luminosa, ecc.) in segnali elettro-biochimici che, attraverso i nervi, raggiungono il cervello.
Queste stimolazioni sensoriali e viscerali confluiscono verso una struttura chiamata talamo, che funziona come una stazione di smistamento: indirizza gli impulsi verso specifiche aree della corteccia cerebrale (visiva, uditiva, gustativa, olfattiva…).
L’insieme di questi eventi cerebrali dà origine al pensiero.
EPIGENETICA DEL PENSIERO
Il pensiero può agire sul DNA dei neuroni, influenzando la nostra vita.
Questa azione è chiamata epigenetica del pensiero.
Uno scenario straordinario e innovativo.
NOI CREIAMO IL PENSIERO
Possiamo scegliere le stimolazioni sensoriali che diventeranno il nostro pensiero, che può essere positivo o negativo.
Gli impulsi elettro-biochimici generati dal pensiero possono attivare la neuroplasticità cerebrale, favorendo la formazione di filamenti proteici capaci di collegare tra loro neuroni diversi.
Questo processo condiziona capacità cerebrale, intelligenza e creatività.
Più stimolazioni arrivano ai neuroni, più attiva sarà la neuroplasticità e più estese diventeranno le nostre reti neurali.
Al contrario, una riduzione delle stimolazioni sensoriali e viscerali positive blocca la formazione della neuroplasticità e delle reti neurali, con conseguente decadimento di:
– capacità cognitive
– intelligenza
– creatività
– sensibilità
– memoria
– vitalità









