Domenica 24 agosto, via dell’Anfiteatro, Arezzo. Alcuni cervelli in prestito alla tartaruga ninja più scema si sono introdotti nel garage della Croce Bianca e hanno avuto la brillante idea di svaligiare… un’ambulanza. Sì, avete letto bene: un’ambulanza.
Il bottino? Un tablet e materiale per il soccorso. Complimenti davvero: ladri che rubano strumenti per salvare vite. La prossima mossa? Svuotare le bombole d’ossigeno per gonfiarci i canotti o vendere le barelle come sdraio da mare.
La Croce Bianca, giustamente incazzata ma composta, ha commentato: «È tanta l’amarezza, speriamo che le forze dell’ordine trovino presto i responsabili». Tradotto in lingua meno diplomatica: “Se vi beccano, speriamo vi venga un colpo e nessuno vi possa soccorrere perché… indovinate un po’? Avete rubato la roba per il soccorso.”
Un gesto squallido che non colpisce solo l’associazione, ma l’intera comunità. Perché quando l’ambulanza arriva e manca il materiale, a rischiare non è il ladro (che tanto ha sempre la salute di ferro quando c’è da fare cazzate), ma chi si trova davvero in pericolo.
In sintesi: complimenti, geni del male. Rubare da un’ambulanza è come andare a scippare un cieco del bastone. Non siete criminali, siete caricature.


