Intestino e cervello. Microbiota e neuroinfiammazione

All’interno dell’intestino ospitiamo un altro organo, composto da microrganismi, il microbiota.

Il dialogo biochimico tra intestino e cervello, mediato dal cibo che entra in noi ogni giorno, è costante e continuo e in questo rapporto il microbiota riveste un ruolo molto importante.
Il nostro umore, infatti, non è condizionato solo dalla presenza di serotonina, ma anche da molecole aggressive che vengono prodotte da un microbiota alterato.

Questo organo presente nell’intestino è stato un regalo della Natura finalizzato alla nutrizione del corpo umano in epoche passate di carestia e di carenza di cibo.
Ma da dono evolutivo della Natura per la sopravvivenza del genere umano, con l’attuale modello di produzione agro-alimentare intensiva-estensiva e di alimentazione da supermercato, si sta trasformando in causa di numerose patologie.

Ciascuno, come vedremo più avanti, ha il “suo” microbiota, cioè i suoi batteri, che variano in rapporto alla sua storia persona ma anche al cibo assunto attraverso l’alimentazione quotidiana. Batteri “buoni” e “cattivi” che si nutrono di ciò che noi scegliamo di portare in tavola.

Un microbiota aggressivo, con una maggiore presenza di batteri “cattivi” può produrre una molecola chiamata lipopolisaccaride (LPS).
Il batterio Escherichia Coli, per esempio, è un batterio in grado di produrre la molecola tossica LPS.

Questa molecola infiammatoria viene prodotta dai batteri intestinali aggressivi, passa dall’intestino e, attraverso il sangue, e arriva a tutte le cellule e a tutti gli organi.
Cervello compreso, dove scatena un processo di neuro-infiammazione che causa depressione, tristezza, tono dell’umore negativo, apatia, affaticamento, variazione nell’appetito, disturbi del sonno, umore alterato, decadimento cognitivo.

La LPS, infatti, ha la capacità di diminuire la disponibilità di triptofano e zinco, riducendo la produzione di serotonina e influenzando negativamente la neurotrasmissione cerebrale che porta la persona verso un disagio mentale.

Ma c’è di più: la LPS prodotta dai batteri aggressivi intestinali può generare infiammazione anche sull’ipotalamo, un gruppo di cellule del cervello responsabili del controllo delle nostre funzioni vitali e del nostro comportamento alimentare.

I batteri intestinali, attraverso la LPS e altre molecole da loro prodotte, sono cioè capaci di guidare le nostre scelte alimentari verso il cibo necessario alla vita degli stessi batteri!
Scenari scientifici impensabili fino a qualche anno fa.
Ma reali e presenti ogni giorno dentro di noi.

Pierluigi Rossi
Laureato in Medicina Chirurgia è Specialista in Scienza della Alimentazione, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva. E’ stato Primario presso la ASL di Arezzo, Servizio Sanitario della Toscana, per 22 anni, Direttore della U.O. Direzione Sanitaria della stessa ASL, dove ha creato e diretto Ambulatorio di Nutrizione Clinica. Docente dal 1995 al 2009 di Scienza della Alimentazione presso la Università degli Studi di Siena. Docente (a.c.) presso la Università degli Studi di Bologna. E’ autore di un considerevole numero di ricerche scientifiche pubblicate in riviste italiane ed internazionali. Autore di libri. Ha fondato la Scuola di Alimentazione Consapevole, dirige e insegna in Master e Corsi di Nutrizione Clinica a medici, biologi, farmacisti e personale sanitario in molte città italiane e all’estero. Ha elaborato il Metodo Molecolare (Dieta Molecolare) che supera il calcolo giornaliero delle Calorie, considerato un artefatto scientifico perché il corpo umano utilizza per il suo lavoro metabolico solo energia chimica (ATP) e non certo il calore.

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