L ‘apertura della caccia a Scanzi

Lo aspettavano da tempo i fucilieri della destra per sparare dal loro capanno al volatile Scanzi e l’occasione è arrivata.
Il cerimoniere ufficiale degli sparatori, che ha il nome come le famose lame di un rasoio ci si è buttato a bomba facendo anche una figura meschina, zittito da Sileri e dal direttore sanitario Usl Evaristo Giglio.

Scanzi, lo sappiamo, è un aretinaccio ingestibile, a volte anche poco digeribile, ma è uno dei pochi che non ha peli sulla lingua, le sue dissertazioni sono fin troppo chiare e naturalmente le sue posizioni anti-salviniane e anti-renziane gli procurano un sacco di nemici, proprio quelli pronti a saltargli addosso.

Ad Arezzo poi non è ben visto anche per il suo successo social e gli aretini che sono un po’ come lui ma molto più invidiosi non perdono occasione per criticarlo.

Non staremo qui a ripetere la spiegazione per cui il nostro si è vaccinato, lo hanno già fatto chi di dovere.

Immaginiamo, però, che ad essere più incazzato sia proprio il babbo Luciano Scanzi, in arte Orso Grigio, per essere stato definito “familiare fragile”.

E poi quella parola “caregiver” familiare, cioè quando un figlio vive con genitori fragili, sì “caregiver” che si trova anche nelle disposizioni ufficiali, è un termine che fa proprio cacare.

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

5 COMMENTI

  1. Mi dispiace ma il suo posto sarebbe stato dalla parte del cacciatore di “furbetti” del vaccino.
    Senza essere di destra o invidiosi ma solo delusi, purtroppo è da un pò che è scivolato verso il totale conformismo.
    Mancò il coraggio non la fortuna….

  2. Se si vive assieme (o si frequenta costantemente per fornirgli assistenza) ad un soggetto ammalato di determinate patologie tali per cui la legislazione vigente assegna a questo la status di “soggetto fragile”, la persona che con essa convive (che frequenta per prendersene cura) ha automaticamente diritto al vaccino in via prioritaria. Se il proprio genitore o nonno è anziano e fa qualche cura, nel parlato comune lo definiamo fragile, ma in questo caso “fragile” prevedere precisi requisiti medici e di età. Probabilmente chi gestisce tali liste di vaccinandi ha fatto poca chiarezza, lasciando intendere che per fragile basta essere anziani e con qualche acciacco e di conseguenza si è lasciato intendere che basta avere un nonno o anziano genitore in casa per accedere al vaccino. Basterebbe informarsi ed agire in coscienza. Volendo essere garantisti, se Scanzi ha avuto accesso al vaccino in quanto convivente/caregiver di un “fragile” non vedo dove sta la polemica.

  3. Andrea, che è una persona, molto intelligente , si informa, studia e aveva capito prima di tanti che esisteva uno strumento da utilizzare senza abusare di privilegi o raccomandazioni come sono abituati a fare in tanti e lo ha usato. Si trattava di un vaccino da non cestinare, come aveva suggerito il Generale Figliuolo quando disse “non buttateli, magari fateli al primo che passa” e lui si è catapultato a farlo. Viva l’intelligenza, la corretta informazione e lo studio.

  4. Come dice Paola, se ha beneficiato di quella che poi hanno fatto diventare una falla del sistema di prenotazione dei vaccini (ivi compresi quelli avanzati ed in procinto di esser cestinati), bene ha fatto Scanzi a beneficiarne. Se invece ha mendacemente dichiarato di essere convivente o care-giver di qualcuno, evidentemente ha commesso un illecito. Tutto ciò non lo scrivo in difesa di Scanzi che politicamente ed intellettualmente trovo assolutamente sgradevole.

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