La Stazione di Arezzo nuova: un binario morto

Siamo stupiti ed esterrefatti constatare come la quasi totalità dei media locali abbia lodato la nuova stazione di Arezzo.
Incredibile !!!
Che siano i soliti compiacenti del potente (L’Amministrazione), è più di un sospetto, forse.

la realtà, secondo noi, è che è una vera ciofeca, come poche se ne vedono in giro.

I motivi sono tantissimi, e ci stupisce anche come gli aretini si siano “bevuti” passivamente senza protestare (salvo rari casi), questo progetto delirante e completamente assurdo.

Presto detto: per primo il fatto che la chiusura della piazza sposterà su via Piero della Francesca e nelle strade vicine, tutto il traffico oggi contenuto in Piazza della Repubblica, ostacolando e complicando lo scarico e carico di passeggeri e bagagli, che prima avveniva più velocemente, intasando ulteriormente le vie di scorrimento veloce.

Secondo, il fatto che la piazza contenga soltanto una decina di posti auto per disabili e la corsia dei taxi, costringe tutti a parcheggiare nell’area laterale, con troppe criticità.

C’è una piccolissima quota di stalli gratuiti per i primi minuti, difficilmente accessibili, davvero poco funzionale per la  fase di scarico veloce, senza considerare i frequenti ritardi dei treni, che possono superare anche i 20 minuti di sosta gratuita, che va a farsi benedire.

Anziani e disabili devono percorrere a piedi un lungo tratto, scomodo, faticoso e non agevole, tenuto conto dei problemi di deambulazione che possono avere, non certo il massimo della vita.

L’area della piazza, che ha solo una funzione estetica, è davvero brutta; panchine in pietra anonime, senza copertura, che nei giorni di pioggia o di neve risultano inutilizzabili; nessuna siepe decorativa, nessun cespuglio fiorito, ampie zone “vuote” utilizzate malissimo.

L’impressione è che presto “l’anticamera” della stazione , predisposta così, attirerà tutta quella fauna urbana fatta di drogati, spacciatori, barboni ed alcolizzati, che già bazzicano i Porcinai, con le panchine che diventeranno il bivacco di questi elementi.

Abbiamo raccolto qualche parere da pendolari e passeggeri in transito, che sottolineano questa nostra idea di stazione.

“Ci siamo talmente abituati a passare di lato, che la gente continua a farlo, e non passa in mezzo”, “dovrebbero mettere un semaforo a richiesta per la zona di carico e scarico passeggeri e bagagli, spessissimo non ci sono auto, ma il rosso per il traffico da viale Michelangelo o per i pedoni che attraversano c’è”, “Nel mezzo, se mettevano un aiuola, sarebbe risultata più bella”.

In sostanza, milioni di euro usati malissimo, che mandano la funzionalità e la razionalità a fare in culo.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

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