La giusta indignazione di Ferdinando III di Lorena verso Arezzo

Vedere un turista che irride alla statua del granduca Ferdinando III di Lorena non è piacevole.

Del resto osservare quella statua così maestosa che si erge in cima alla salita di Piaggia del Murello con quel braccio monco è disdicevole.  4 Ferdinando

E’ dal gennaio 2017 che la statua si trova mancante di tutta la mano all’altezza del polso. Per questo la lancia che gli dava un aspetto maestoso fu tolta in attesa del restauro.
Certo, non c’era già più il polso di prima, staccato da uno strullo aretino, ma evidentemente gli “ortopedici” non avevano fatto un buon lavoro se l’inverno del 2017 provocò la contrazione della lancia metallica connessa alla mano della statua ottocentesca provocando di nuovo il distacco del polso.

Ora a distanza di due anni e nonostante le promesse ( il sindaco Ghinelli salì personalmente sulla scala per verificare i danni) la statua del granduca si presenta come un malato cronico.

E Ferdinando III di Lorena sembra non accettarlo perché se ci si passa all’imbrunire si immagina spuntare un dito medio molto significativo.3 Ferdinando

La statua, eseguita dallo scultore Stefano Ricci nel 1822, posta prima in Piazza Grande e solo nel 1932 trasportata dove si trova ora, quella statua fu voluta dagli aretini per riconoscenza a quell’ottimo sovrano che aveva condotto a termine gigantesche opere di bonifica della Chiana ed aveva fatto ultimare l’utile strada detta “Anconetana”.

Ora Arezzo, in altre faccende affaccendato, sembra aver dimenticato tutto.

1 Ferdinando (002)Ma a noi de l’Ortica sorge un dubbio.
Non sarà che quel dito medio che ogni tanto appare, sia riferito a quelle grandi statue in terracotta che si ergono nel tetto del palazzo di fronte (oggi, per ironia della sorte sede della Soprintendenza ai beni ambientali architettonici artistici e storici di Arezzo) e che sembrano prendere per il culo il granduca?

No, perché in particolare l’ultima statua, quella in direzione di San Domenico, ha anch’essa un braccio rotto dal 10 ottobre 1801, quando un ragazzo chiamato “Penella” che riparava il palazzo per i danni subiti l’anno avanti dai francesi, si appoggiò al braccio della statua e cadde dal tetto morendo.

Ora non vorremmo che il restauro della statua di Ferdinando III di Lorena ci mettesse così tanto tempo.

E’ una questione di dignità, non solo del granduca ma di tutta la città di Arezzo.

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Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook ( che usa soprattutto per cuccare). Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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