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Caregiver, ad Arezzo torna il tavolo. Ma quello del 2022 dev’essere finito in soffitta

Il gruppo consiliare democratico richiama l’atto approvato all’unanimità e domanda perché Comune e Asl non abbiano ancora costruito una risposta organica. Dubbi anche sulla separazione delle deleghe tra Tanti e Sposato

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Caregiver, ad Arezzo torna il tavolo. Ma quello del 2022 dev’essere finito in soffitta

Il gruppo consiliare democratico richiama l’atto approvato all’unanimità e domanda perché Comune e Asl non abbiano ancora costruito una risposta organica. Dubbi anche sulla separazione delle deleghe tra Tanti e Sposato

 Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli 
📄 FONTE comunicato stampa Gruppo Consiliare PD Arezzo 

Il dibattito sui caregiver familiari torna in Consiglio comunale e il Partito Democratico riapre il cassetto degli impegni presi nel 2022. Dentro, sostiene il gruppo consiliare, c’era già quasi tutto: collaborazione tra Comune e Asl, accesso coordinato ai servizi, formazione, sostegno psicologico e misure di sollievo economico per le famiglie.

Per il Pd, dunque, fa piacere che la nuova Giunta torni a occuparsi del problema. Meno piacevole sarebbe scoprire che, dopo quattro anni, ad Arezzo si stia ricominciando dal titolo della pratica.

«Una strada precisa era già stata indicata dal Consiglio comunale quasi quattro anni fa, con un atto di indirizzo del Partito Democratico approvato all’unanimità. E allora l’assessora alle Politiche sociali era proprio Lucia Tanti», osservano i consiglieri democratici.

L’atto impegnava l’amministrazione ad attivare, insieme all’azienda sanitaria, una risposta strutturata per chi assiste quotidianamente un familiare fragile, disabile o non autosufficiente. Le richieste comprendevano un accordo programmatico con la Asl, uno sportello unico sociosanitario, attività di informazione e formazione, monitoraggio dei bisogni, accompagnamento, supporto psicologico e strumenti economici di sollievo.

Insomma, non il classico “ci penseremo” buono per tutte le stagioni, ma una lista di cose da fare con tanto di destinatari e competenze.

Secondo le stime richiamate dal Pd, già allora i caregiver familiari nel territorio aretino erano circa 1.700. Persone che spesso garantiscono assistenza continua, tengono insieme visite, terapie, lavoro e burocrazia e, nel tempo libero, provano perfino a respirare.

Il gruppo consiliare ricorda inoltre di essere tornato successivamente sull’argomento con alcune interrogazioni, chiedendo quali iniziative fossero state concretamente realizzate e a che punto fosse il confronto con la Asl.

Da qui la domanda rivolta a Lucia Tanti: se oggi viene proposto nuovamente un confronto stabile tra Comune, azienda sanitaria e famiglie, perché non è stato dato pienamente seguito all’indirizzo già condiviso dal Consiglio comunale nel 2022, quando proprio Tanti aveva la delega alle Politiche sociali?

Nel frattempo è intervenuta anche la Regione Toscana. La legge regionale 55 del 2025 ha riconosciuto il caregiver familiare come parte integrante della rete locale del welfare e dell’assistenza sociosanitaria. La normativa prevede informazione e orientamento nell’accesso alle prestazioni, supporto psicologico e un servizio telefonico regionale affidato al Centro di ascolto per contrastare isolamento, solitudine e sovraccarico assistenziale.

Per il Pd, quindi, il rischio è che ad Arezzo si continui a ripartire dagli annunci, come se gli atti precedenti avessero una data di scadenza più corta dello yogurt.

La polemica riguarda anche l’organizzazione della nuova Giunta. La delega alla Famiglia è rimasta a Lucia Tanti, mentre quella alle Politiche sociali è stata affidata a Rossella Sposato. Una separazione che, secondo i consiglieri democratici, proprio il caso dei caregiver rende difficile da comprendere.

Nel giro di pochi giorni, infatti, entrambe le assessore sarebbero intervenute separatamente sul medesimo argomento. Eppure assistenza, fragilità, famiglia e servizi sociosanitari non sono quattro pratiche da sistemare in cassetti diversi: sono pezzi dello stesso problema.

Una posizione congiunta della Giunta, conclude in sostanza il Pd, sarebbe probabilmente più utile di due interventi distinti. Perché i caregiver non hanno bisogno di capire quale assessora debba parlare: hanno bisogno di sapere a quale porta bussare e, possibilmente, di trovarla aperta.

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Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni
Gianni Bufaloni (nato il 1° aprile di un anno imprecisato, perché gli piace mantenere un alone di mistero) è un giornalista, scrittore e debunker di professione, noto per il suo acume nel smontare bufale e teorie del complotto con una buona dose di ironia. Cresciuto tra vecchie macchine da scrivere, giornali ingialliti e discussioni animate al bar, sviluppa fin da giovane un'insana passione per la verità… e per il caffè corretto. Dopo una laurea mai del tutto confermata in Giornalismo Investigativo presso l'Università della Vita e un master in Sarcasmo Applicato, si dedica alla sua missione: scovare fandonie, ridicolizzare fake news e dare il tormento ai complottisti più fantasiosi. Ha collaborato con testate inesistenti come Il Giornale delle Bufale, La Verità (Quella Vera) e Fact-Checker’s Monthly, oltre a essere autore del bestseller immaginario "La Terra è rotonda e altre scomode verità". Attualmente vive tra la redazione e i social, dove smonta quotidianamente le teorie più assurde con il suo motto: "Una bufala al giorno toglie il neurone di torno". Se lo cercate, probabilmente sta battibeccando con qualche utente convinto che gli Illuminati controllino il meteo.
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