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Arezzo, rapinavano solo prostitute: «Era il nostro modo di combattere l’evasione fiscale», spiegano due 21enni

I due giovani arrestati dopo mesi di indagini. Nel covo trovati passamontagna, guanti e perfino fucili rubati da talmente tanto tempo che ormai erano considerati arredamento d'epoca

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Arezzo, rapinavano solo prostitute: «Era il nostro modo di combattere l’evasione fiscale», spiegano due 21enni

I due giovani arrestati dopo mesi di indagini. Nel covo trovati passamontagna, guanti e perfino fucili rubati da talmente tanto tempo che ormai erano considerati arredamento d'epoca

 Questo articolo è un’opera di satira. Eventi, dialoghi e situazioni sono volutamente deformati a fini umoristici, anche quando ispirati a fatti reali.

Ad Arezzo c’è chi esce la sera per un aperitivo e chi, invece, secondo la ricostruzione degli inquirenti, preferiva organizzare rapine ai danni delle prostitute. Due ragazzi di 21 anni sono finiti in carcere dopo un’indagine dei Carabinieri che ha ricostruito tre episodi tra rapine consumate e tentate.

I due, sempre secondo la fantasiosa versione fornita agli amici del bar, erano convinti di partecipare a un innovativo gioco di ruolo chiamato “Guardie e Ladri – modalità carriera”. Per rendere tutto più realistico utilizzavano passamontagna, guanti, pugni, urla e un’arma per intimidire le vittime. «Il costume è importante», avrebbe spiegato uno dei due, «senza passamontagna sembrava carnevale fatto male».

A tradirli, però, non è stata la sfortuna, ma un nemico molto più temibile: le telecamere di videosorveglianza, che ad Arezzo ormai conoscono più facce loro che quelle dei parenti.

Le immagini, insieme alle testimonianze e agli accertamenti sulle utenze telefoniche, hanno permesso ai Carabinieri di arrivare all’abitazione dei due, dove sono stati trovati gli abiti usati durante le rapine. Gli investigatori, secondo indiscrezioni rigorosamente inventate, si aspettavano almeno un cambio di guardaroba. Invece niente: «Sempre lo stesso outfit. Manca proprio la fantasia criminale».

La sorpresa finale è arrivata durante la perquisizione: oltre agli indumenti sono spuntati anche alcuni fucili rubati tra il 1993 e il 2007. Armi così datate che uno dei militari avrebbe chiesto se fossero comprese nel bonus ristrutturazione o se potessero essere portate direttamente all’antiquariato.

Gli esperti confermano che conservare refurtiva per oltre trent’anni non è una brillante strategia investigativa. «È come nascondere le prove aspettando che diventino vintage», commenta un inesistente criminologo.

I due sono stati accompagnati nel carcere di Arezzo. Nel frattempo, le telecamere cittadine tirano un sospiro di sollievo: finalmente potranno tornare a riprendere monopattini contromano e parcheggi creativi, che restano il vero patrimonio culturale della città.

 

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