Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli
📄 FONTE comunicato stampa MEN/GO MUSIC FEST
Ad Arezzo ci sono due stagioni. Quella delle zanzare e quella in cui qualcuno ti dice: “Oh, stasera c’è il Men/Go”. E da quel momento capisci che parcheggiare vicino al Prato diventa più difficile che trovare un posto all’ombra in piazza Grande.
Dal 14 al 18 luglio torna infatti il Men/Go Music Fest, giunto alla ventiduesima edizione, con un programma che mette insieme Subsonica, The Zen Circus, Motta, Ditonellapiaga, Shame, 2manydjs, I Cani e una valanga di altri artisti pronti a trasformare il Parco Il Prato nel centro di gravità permanente della musica aretina.
La vera rivoluzione, però, quest’anno è un’altra: il festival diventa completamente cashless. In pratica, se ti cade una banconota da cinquanta euro per terra, nessuno la raccoglie perché non serve più a nulla. Per una birra basterà il braccialetto elettronico, che ormai fa tutto: paghi, entri, esci e, con un po’ di fortuna, ti ricorda anche dove hai parcheggiato.
C’è poi il progetto “Men/Go All Inclusive”, che rende il festival più accessibile grazie a percorsi dedicati, segnaletica semplificata, aree tranquille e personale formato. Una scelta che merita davvero un applauso, perché la musica è bella quando riesce a essere una festa per tutti e non solo per chi arriva sotto il palco con le scarpe già consumate dai concerti.
Spunta anche il Green Light Stage, dove il divertimento comincia fin dal pomeriggio con talk, contest, showcase e incontri. Tradotto dal burocratese al vernacolo aretino: si parte presto, così quando arrivi la sera sei già stanco senza aver visto ancora il concerto principale.
E mentre migliaia di ragazzi si preparano a cantare fino a perdere la voce, i residenti della zona stanno facendo il rituale estivo: finestre chiuse, ventilatore acceso e la speranza che il vicino non si metta ad accompagnare i Subsonica col karaoke dal terrazzo.
Ma, diciamocelo, il Men/Go è ormai uno di quegli appuntamenti che fanno parte dell’estate aretina. Per cinque giorni il Prato cambia faccia, la città si riempie di gente, i bar lavorano come a Ferragosto e perfino chi giura di ascoltare solo Claudio Villa finisce per chiedere: “Ma stasera chi c’è che suona?”.
Perché ad Arezzo, in fondo, il Men/Go è un po’ come la Giostra: anche chi dice di non andarci, prima o poi ci passa.


