Basta una proposta per cambiare la Giostra e gli aretini si dividono in più fazioni dei quartieri. Tra nostalgici, innovatori e custodi della tradizione, l’unica certezza è che il dibattito durerà più della Giostra stessa.
Questo pezzo prende spunto dal dibattito nato dopo un post pubblicato da Fabio Butali sulla sua pagina Facebook.
Ogni tanto la redazione dell’Ortica fa un salto sulle pagine e nei gruppi Facebook aretini. Stavolta è capitata sulla pagina di Fabio Butali, dove una proposta per rendere la Giostra del Saracino più appetibile ai neofiti è bastata per innescare uno dei passatempi preferiti dagli aretini: discutere della Giostra. Tutti. Contemporaneamente.
L’innesco, stavolta, era semplicissimo.
“Come rendere più appetibile la Giostra del Saracino per chi la vede per la prima volta?”
Apriti cielo.
Nel tempo necessario a un cavallo per arrivare al pozzo, Facebook aveva già prodotto tre scuole di pensiero.
La prima.
“La Giostra non si tocca. Se ai turisti non piace, peggio per loro.”
La seconda.
“Bisogna cambiare tutto, altrimenti la Rai continuerà a trasmettere pure il campionato mondiale di bocce subacquee prima della Giostra.”
La terza, nettamente la più popolata.
“Te stamani ti sei svegliato e hai deciso di sparare cazz… ehm… sciocchezze.”
Da quel momento la situazione è rapidamente degenerata.
C’è chi propone di assegnare la lancia in base ai tempi di percorrenza, chi eliminerebbe le attese al pozzo, chi ricorda che Gianni Boncompagni ci aveva già provato quarant’anni fa e chi, con encomiabile pragmatismo aretino, fa notare che tanto i biglietti finiscono ogni anno, quindi il problema probabilmente non esiste.
Nel giro di pochi commenti si passa dalla televisione nazionale agli anni Ottanta, dalla psicologia dei cavalli alla geopolitica del Palio di Siena, fino alla teoria immortale secondo cui “la Giostra era meglio quando era peggio”.
Gli studiosi stanno ancora cercando di capire come sia stato possibile.
L’unico dato certo è che la discussione è già durata molto più della Giostra stessa.
A questo punto una proposta ce l’avremmo anche noi.
Mettere ai voti ogni modifica della Giostra direttamente su Facebook.
Nel giro di tre ore nascerebbero quattordici comitati, ventisette esperti di regolamenti mai letti, tre nostalgici del 1931, uno che tirerebbe fuori il Palio di Siena, uno che darebbe la colpa al Comune, uno all’Europa e almeno due che scriverebbero:
“Prima c’era più passione.”
La votazione finirebbe inevitabilmente 50 e 50.
Con 842 commenti.
E qualcuno chiederebbe comunque due carriere di spareggio.
La vera riforma, semmai, dovrebbe riguardare Facebook.
Massimo due repliche per utente.
Alla terza risposta consecutiva scatta automaticamente un figurante in costume che, al suono di tamburi e chiarine, accompagna l’interessato fuori dal gruppo.
Così, forse, la diretta televisiva diventerebbe davvero possibile.
Perché, alla fine, una certezza c’è.
La Giostra dura qualche ora.
La discussione su come cambiarla è iniziata nel 1931 e, salvo imprevisti, finirà intorno al 2087.
Naturalmente dopo due carriere di spareggio.
Nell’immagine di copertina: foto di repertorio. Qualsiasi riferimento ai commenti Facebook è puramente voluto.


