L’Arezzo ha ottenuto il diritto di utilizzare il “Città di Arezzo” per i prossimi novant’anni. Non è ancora un gol, non porta punti in classifica e probabilmente non farà vendere una maglia in più domattina, ma potrebbe essere una delle firme più importanti della storia recente amaranto.
La società presenta la convenzione come il primo accordo italiano sottoscritto secondo la nuova Legge Stadi con una durata di novant’anni. Un primato rivendicato ufficialmente dal club che apre una prospettiva completamente diversa: investire su un impianto sapendo di poterlo utilizzare fino a quando parecchi di noi seguiranno l’Arezzo direttamente dalla tribuna celeste.
Alla firma erano presenti il presidente Guglielmo Manzo e Carlo Antonio Fayer, coordinatore del progetto, mentre per il Comune ha partecipato l’ingegner Paolo Frescucci. La convenzione è stata predisposta dallo Studio Legale Morelli e Associati insieme all’Avvocatura comunale.
Tradotto dal burocratese all’amaranto: lo stadio resta pubblico, ma l’Arezzo avrà davanti un orizzonte sufficientemente lungo per programmare lavori, investimenti e attività commerciali. Novant’anni non sono una concessione: sono quasi una promessa matrimoniale, con la differenza che qui il Comunale non può chiedere il divorzio alla prima contestazione dalla Minghelli.
Ma la convenzione, da sola, non riempie le casse. Per questo il passaggio più interessante riguarda l’accordo di collaborazione con Legends Global, colosso internazionale specializzato nel trasformare stadi e arene in strutture capaci di produrre ricavi durante tutto l’anno.
Secondo quanto anticipato dal presidente Manzo e approfondito da Amaranto Magazine, Legends Global affiancherà l’Arezzo nella ricerca di sponsor e investitori, nella valutazione dei diritti sul nome dello stadio, nello sviluppo dell’hospitality e nell’organizzazione di eventi.
Si parla quindi di naming rights, aree commerciali, ristorazione, museo, fan zone, concerti, convegni ed eventi aziendali. Tutto ciò che può consentire al nuovo Comunale di lavorare anche quando l’arbitro non fischia e il pallone rimane nello spogliatoio.
A occuparsi di questa fase sarà anche Arena Amaranto srl, la società costituita appositamente per individuare investitori e partner del progetto. Legends Global porta un biglietto da visita pesante: lavora con importanti realtà dello sport e dell’intrattenimento internazionale e nel maggio scorso ha sottoscritto anche il contratto per la gestione della nuova Cantù Arena.
Arezzo, insomma, prova a passare dallo stadio aperto ogni quindici giorni allo stadio aperto tutto l’anno. Un cambiamento necessario, perché oggi un impianto moderno non può vivere soltanto di biglietti, panini e qualche coro contro l’arbitro. Deve generare risorse da reinvestire nella squadra e nelle strutture.
In mezzo a firme, progetti e parole inglesi, c’è stato anche il passaggio istituzionale. Manzo ha incontrato il prefetto di Arezzo, Fabrizio Stelo, che ha sottolineato il valore della promozione in Serie B per tutta la provincia e il ruolo dello sport come strumento di aggregazione, soprattutto per i giovani.
Il prefetto, che aveva seguito l’Arezzo anche nella trasferta di Pineto, ha ricevuto dal presidente la nuova maglia ufficiale personalizzata con il proprio nome. Un gesto simbolico, ma anche la fotografia di una società che vuole consolidare il rapporto con la città e con le istituzioni.
Dopo la promozione, dunque, l’Arezzo sta giocando contemporaneamente tre partite: mantenere la Serie B, costruire il nuovo stadio e trovare il modo di farlo rendere economicamente. La prima si disputa sul campo, le altre due tra uffici, progetti, sponsor e autorizzazioni. E non è detto che siano meno complicate.
Ci saranno ostacoli, ritardi e probabilmente anche l’immancabile barriera metallica partorita da qualche commissione. Però la direzione è chiara. Manzo non sta progettando soltanto nuove tribune: sta provando a costruire una società capace di reggersi su fondamenta più solide.
Ora manca la parte più difficile: trasformare convenzioni, rendering e partnership in cemento, servizi e fatturato. Perché novant’anni sono tanti, ma ad Arezzo la pazienza del tifoso continua a essere concessa soltanto fino alla domenica successiva.
Fonti: comunicazione ufficiale della S.S. Arezzo, approfondimento di Amaranto Magazine e comunicato sulla partnership con la Cantù Arena.


