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Stadio di Arezzo, ricorso al Tar: “Senza parcheggi i nuotatori saranno costretti ad arrivare a rana”

Centro Sport Chimera contesta il progetto amaranto: «Favorevoli alle curve nuove, ma i bambini dei corsi potrebbero dover raggiungere la piscina con le pinne»

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Stadio di Arezzo, ricorso al Tar: “Senza parcheggi i nuotatori saranno costretti ad arrivare a rana”

Centro Sport Chimera contesta il progetto amaranto: «Favorevoli alle curve nuove, ma i bambini dei corsi potrebbero dover raggiungere la piscina con le pinne»

AREZZO – Nessuno vuole fermare il nuovo stadio, ma c’è un limite che nemmeno la passione calcistica può superare: costringere i frequentatori del Palazzetto del Nuoto a cercare parcheggio fino a Castiglion Fibocchi.

Per questo il Centro Sport Chimera ha presentato un ricorso al Tar della Toscana contro la concessione novantennale di alcune aree esterne alla Ss Arezzo, sostenendo che quei piazzali sono indispensabili per la sopravvivenza dell’impianto natatorio e per evitare che gli utenti debbano raggiungere la vasca direttamente a stile libero.

Secondo la ricostruzione della società, il nuovo assetto urbanistico trasformerebbe l’attuale parcheggio in aree verdi e percorsi ciclopedonali, con conseguenze devastanti soprattutto per bambini, anziani, persone con disabilità e atleti paralimpici, che potrebbero essere costretti a iniziare l’allenamento già dalla ricerca di un posto auto.

Da parte sua, il gruppo di progettazione ha ricordato di aver garantito che la piscina non verrà toccata durante i lavori e che, a riqualificazione completata, gli utenti potranno usufruire di un parcheggio più grande a soli 150 metri. Una distanza che, secondo alcuni aretini, equivale a “due bestemmie e mezzo”, ma che per altri rappresenta una vera e propria traversata.

Il Centro Sport Chimera precisa comunque di non avere nulla contro la riqualificazione dello stadio, le nuove curve e i 50 milioni di investimento privato. L’obiettivo è semplicemente evitare che la storica rivalità cittadina tra calcio e nuoto si trasformi nella prima guerra mondiale combattuta a colpi di ticket del parcheggio.

Adesso la parola passa al Tar, che potrebbe rigettare il ricorso, accoglierlo parzialmente oppure favorire una mediazione. Nel frattempo, fonti vicine ai protagonisti confermano che la soluzione più condivisa dagli aretini resta quella tradizionale: lamentarsi indipendentemente dall’esito.

Redazione
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