HomeSatira civicaComanducci: “Arezzo Wave è privata”. Valenti: “Perfetto, allora restituiteci il marchio”

Comanducci: “Arezzo Wave è privata”. Valenti: “Perfetto, allora restituiteci il marchio”

Il fondatore del festival ricorda la cessione gratuita del 50% del brand al Comune: "Non può essere privata quando si parla di sostegno e pubblica quando si parla di proprietà"

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Comanducci: “Arezzo Wave è privata”. Valenti: “Perfetto, allora restituiteci il marchio”

Il fondatore del festival ricorda la cessione gratuita del 50% del brand al Comune: "Non può essere privata quando si parla di sostegno e pubblica quando si parla di proprietà"

Partiamo sempre dai documenti. Il resto è il nostro modo di leggerli 

📄 FONTE comunicato stampa Mauro Valenti Fondatore di Arezzo Wave

AREZZO – Colpo di scena nella campagna elettorale aretina. Dopo aver sentito il candidato sindaco Marcello Comanducci spiegare che Arezzo Wave non merita particolare sostegno perché si tratta di un’iniziativa privata, il fondatore Mauro Valenti avrebbe immediatamente aperto il cassetto dei ricordi e cercato la ricevuta del marchio ceduto al Comune decenni fa.

“Scusate, se è privata, allora che ci fa il Comune con il 50% del marchio?” si sarebbe chiesto Valenti, iniziando a rovistare tra vecchi manifesti, vinili impolverati e fotografie di artisti che oggi riempiono gli stadi ma che allora dormivano sui divani degli amici.

La questione rischia ora di aprire un pericoloso precedente. Se il principio è che gli eventi privati non devono ricevere sostegno pubblico, nelle prossime settimane centinaia di associazioni, fondazioni, circoli, sagre, tornei di briscola e persino il cugino che organizza il torneo di calcetto al campino potrebbero ricevere una lettera con scritto: “Ci dispiace, avete scoperto troppo tardi di essere privati”.

Fonti vicine alla polemica raccontano che alcuni funzionari comunali starebbero già verificando se il Mengo Music Fest sia stato improvvisamente dichiarato ente statale, ministero o piccola repubblica autonoma riconosciuta dalle Nazioni Unite.

Nel frattempo Valenti avrebbe avanzato ulteriori richieste: oltre alla restituzione del marchio, vorrebbe riavere anche metà dei ricordi, un quarto delle emozioni e almeno tre gruppi rock lanciati negli anni Novanta.

“Non si può essere abbastanza pubblici per tenersi il marchio e troppo privati per ricevere sostegno”, avrebbe spiegato il fondatore del festival, mentre un’intera generazione di aretini cercava di ricordare se Arezzo Wave fosse nato per iniziativa del Ministero del Tesoro o di qualche ragazzo con una chitarra.

Gli esperti sono divisi. Alcuni sostengono che la questione sia giuridica. Altri ritengono sia politica. Altri ancora stanno semplicemente cercando di capire come un festival che per quarant’anni ha portato artisti, pubblico e visibilità alla città possa essere contemporaneamente patrimonio collettivo quando fa comodo e iniziativa privata quando bisogna parlare di sostegno.

La vicenda potrebbe concludersi con una soluzione di compromesso: il Comune restituisce metà marchio e riceve in cambio metà nostalgia. Che ad Arezzo, si sa, vale molto più dei soldi.

Fonte video: La dichiarazione di Comanducci è stata resa durante il confronto tra i candidati sindaco organizzato da Corriere di Arezzo e Arezzo TV.

Qui il video integrale dell’intervento.

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Gino Perticai
Gino Perticai
Dal 1973 nel mondo della comunicazione, una breve esperienza Milanese con A.P.C. agenzia di Marketing, con l’avvento delle prime radio in Fm inizia una serie di esperienze nelle radio locali: Radio Torre Petrarca, Radio OK, Golden Radio, Radio Life,  fino al 1998 momento in cui l’innata curiosità e la voglia di sperimentare novità lo portano a maturare il primo interesse sul world wide web. E' da lì che nel 2000 nasce l’idea delle prime testate regionali on line. Fonda Arezzo Notizie e la dirige fino al Giugno 2016. l'Ortica è la sua nuova scommessa.

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