Non bastava buttare divani, sacchi neri, infissi rotti, eternit e mezzo cantiere abusivo nei boschi.
No.
Ora c’è chi s’è messo pure a vandalizzare, tanto per passare il tempo tra una minchiata e l’altra.
L’ultima perla arriva dallo Scopetone, dove un tabellone panoramico con mappe e schemi cartografici, utile a capire dove sei e dove stai andando, è stato smontato, spezzato e buttato per terra come un mobile dell’Ikea montato male.
Quel tabellone mostrava la mappa del territorio e tutta la rete sentieristica della zona.
Non propaganda politica, non multe, non avvisi fastidiosi.
Solo informazioni. Evidentemente troppo per qualcuno.
È così da settimane.
Settimane in cui nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha fatto.
E la domanda resta lì, come i pezzi del tabellone:
a chi avrà dato noia?
A uno che s’era perso?
A uno che non sa leggere?
O semplicemente a un cretino col tempo libero?
Ora, con la solita precisione svizzera che ci contraddistingue, è stato affisso l’avviso “Area videosorvegliata”.
Perfetto.
Peccato che il tabellone (e non solo) sia già andato a puttane.
Come sempre:
si chiude la stalla quando i buoi sono già scappati
e il bosco resta terra di nessuno, dove vince chi distrugge.
Le foto parlano chiaro.
Il resto sono solo parole buone per il prossimo articolo, quando toccherà a qualcos’altro.
E no, non è degrado.
È maleducazione cronica, non curata, lasciata libera di fare danni.




Dice che è stato uno incazzato perché il cartello non era aggiornato e in mappa non c’erano segnate le discariche abusive. Ha dovuto riportarsi l’eternit e la lavatrice a casa.