Si chiamava Vita e, nonostante il nome, la sua è stata spezzata da un gesto assurdo. La cagnolina, una pinscher di 13 anni, è morta dopo essere stata colpita da una pietra lanciata durante una lite tra ragazzi al parco del Pionta, sabato pomeriggio intorno alle 16.30.
La tragedia si è consumata in pochi istanti. Vita stava passeggiando con il suo proprietario lungo via Masaccio, diretta verso l’area cani, quando alcuni giovani hanno iniziato a lanciarsi sassi durante un diverbio. Uno di questi ha colpito in pieno la piccola pinscher, ferendola gravemente all’orecchio.
Come racconta il Corriere di Arezzo: “Il suo padrone ha sentito delle voci, ma non ci ha fatto troppo caso – racconta Lucilla, ex compagna e co-proprietaria di Vita – poi si è voltato e l’ha vista a terra, colpita da una pietra. È stato terribile”.
Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia Municipale e i volontari dell’Enpa, che hanno trasportato d’urgenza l’animale all’ambulatorio veterinario di piazza Andromeda. Le condizioni erano disperate e, nonostante il trasferimento alla clinica di Setteponti, la ferita si è rivelata fatale. “Ci hanno chiamato il mattino dopo – continua Lucilla – ma ci hanno detto che stava soffrendo troppo. Abbiamo dovuto lasciarla andare.”
La Polizia Municipale ha aperto un’indagine per chiarire se si sia trattato di un gesto intenzionale o accidentale, e sta acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nell’area. I proprietari di Vita, ancora sotto shock, hanno annunciato che sporgeranno denuncia e lanciano un appello a chiunque possa aver assistito alla scena per fornire testimonianze utili.
Il caso ha suscitato sdegno e dolore in tutta la città, riportando l’attenzione sulle criticità del parco del Pionta, spesso teatro di episodi di degrado e violenza. Dura la condanna da parte delle autorità: «È un fatto grave e inaccettabile – si legge nella nota – che mostra un livello di crudeltà intollerabile. La morte di un animale innocente non può lasciare indifferenti. Ci auguriamo che i responsabili vengano identificati e puniti».
Un episodio che lascia sgomenta la comunità aretina, dove Vita era conosciuta e amata, e che richiama tutti al rispetto, non solo delle persone, ma anche degli animali e dei luoghi comuni della città.



