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mercoledì, Dicembre 17, 2025
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La disfatta di Roma e il racconto di Cerase

Il gossip di Cesare Fracassi
Un re spodestato, un'alleanza etrusca e una verità poco raccontata: la caduta di Roma secondo l’irriverente testimonianza di Cerase.

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Cerase, da noi intervistato poco prima della sua scomparsa, ci raccontò che, verso la fine del VI secolo a.C., giunse a Veio e poi a Tarquinia Tarquinio il Superbo, il re spodestato di Roma, per chiedere aiuto.

Tarquinio era stato un pessimo amministratore: pensava più ai suoi interessi personali che al benessere della città. Fu così che, con un colpo di mano militare sostenuto da mercanti e agricoltori, venne deposto. Al suo posto si instaurò a Roma una forma embrionale di repubblica, animata da posizioni politiche e sociali spesso in contrasto tra loro.

Le città di Veio e Tarquinia non avevano forze sufficienti per minacciare Roma da sole, così Tarquinio si rivolse all’intera lega delle dodici città etrusche, che allora faceva riferimento a Porsenna, re di Chiusi.

Cerase – che ovviamente non prese l’autostrada, perché all’epoca non esisteva – ci raccontò del vero assedio e della disfatta romana.

Con un esercito di circa 5.000 soldati, ben equipaggiato per un assedio, gli etruschi riuscirono a penetrare facilmente nella città e ad occupare il Gianicolo.

Cerase, che aveva letto e tradotto anche Plinio il Vecchio, Livio e Tacito, ci confidò che molti storici successivi negarono questa disfatta. Tuttavia, secondo lui, Porsenna non solo conquistò Roma senza reinsediare Tarquinio, ma impose anche tributi alla popolazione. Solo dopo alcuni mesi, siglato un accordo, rilasciò gli ostaggi e abbandonò il Gianicolo, facendo ritorno a Chiusi – lui che, in realtà, era originario di Vulci.

E Cerase?
Partì per Rigutino per assistere alla terza giornata di allenamento dell’Arezzo. Prima, però, liberò nel tinello Luciana, la sua pappagallina albina, felice finalmente di poter volare: una signorina ancora timida in partenza e incerta nell’atterraggio, ma libera.

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.
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