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L’età del pappagallino: diario di un’amicizia piumata

Il gossip di Cesare Fracassi
Un minuscolo pappagallino albino, tra voli nel tinello e carezze affettuose, conquista il cuore di un vecchio amico umano

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L’età del pappagallino: diario di un’amicizia piumata

Il gossip di Cesare Fracassi
Un minuscolo pappagallino albino, tra voli nel tinello e carezze affettuose, conquista il cuore di un vecchio amico umano

È giovanissimo — o giovanissima, non lo so — albino, con gli occhi rossi e leggerissimo: pesa meno di una zinzilla (che, per chi non lo sapesse, è come dire… niente, uno scricciolo!).

La sua nuova casa è una gabbia alta come un terratetto in miniatura, fatta di piccoli tondini in ferro. All’interno: due trespoli, due madie aperte sempre piene di semi, un grappolo di miglio, un’altalena in gomma, due abbeveratoi e persino una piscinetta personale. Insomma, più che una gabbia, una suite con vista.

Adora essere accarezzato dietro il collo, e con quella sua bocca prensile cerca di ricambiare con teneri bacini sulle dita. Quando vuole uscire lo fa capire: si arrampica sulle sbarre e mi segue con lo sguardo in ogni direzione mi muova. Allora infilo il palmo dentro, lui ci sale sopra e si fa portare fuori, non prima però di elargire bacini, vezzi e moine, come un piccolo attore consumato.

Poi prende il volo nella “boscaglia” del tinello: una pianta arborea che tocca il soffitto, tre rampicanti che formano un arco da una parete all’altra, e piante grasse sparse ovunque. Un piccolo giardino tropicale domestico.

Ama passare del tempo a guardare il mondo da dietro la veranda vetrata, osservando auto e passanti tra le fessure delle veneziane. Per riportarlo giù ho inventato il metodo “ascensore”: infilo un foglio di carta tra i denti dello spazzolone, lo sollevo fino a lui, lo chiamo… e lui sale. Ma proprio quando allungo la mano per prenderlo, via! Vola di nuovo in alto. Così ricomincia il balletto del sali-e-scendi, fino a quando si fa riaccompagnare nella sua gabbia, dove si fionda subito su cibo e acqua.

È furbo, scaltro, un po’ ruffiano, e io… io mi sto affezionando.

Sì, sono proprio vecchio. Ma questo piccolo pappagallino mi ha già rubato un pezzo di cuore

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Cesare Fracassi
Cesare Fracassi
Nato ad Arezzo nel 1946, in via Crispi 66, al suono della prima sirena del Fabbricone. Frequentò le elementari a Sant'Agnese, una scuola di vita e di battaglie. Dopo le medie, proseguì con il liceo classico e intraprese studi di medicina e giurisprudenza, completando tutti gli esami di quest'ultima. Calciatore dilettante, fondatore della squadra Tuscar Canaglia, sciatore agonistico e presidente della FISI provinciale. Esperienze lavorative: mangimista, bancario, consulente finanziario, orafo, advisor per carte di credito, ideatore della 3/F Card, registrata presso la SIAE (sezione Olaf n°1699 del 13/4/2000) con il titolo "Global System", agricoltore e, ora, pensionato.

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