Quando finisce una storia ( bancaria)

il salone della banca popolare dell'etruria e lazio

Dal 22 febbraio le filiali di banca UBI (ed i relativi dipendenti) saranno smembrate tra BPER e Banca Intesa.

Si dirà che sono normali movimenti tra colossi finanziari ma in realtà questo passaggio seppellisce definitivamente una storia locale, quella di Bancaetruria, che bene o male ha supportato il territorio per molti anni.

Per i clienti una ulteriore rottura di coglioni visto che cambierà proprio tutto, dal numero del conto all’utilizzo informatico.

Per la verità BPER, che si è pappata la sede storica di Corso Italia, sta facendo di tutto per rendere meno traumatico il passaggio, inondando anche facebook di consigli e richieste.

Intanto ai clienti sono arrivate ben quattro comunicazioni alcune di 42 e 32 pagine, fitte fitte, inibite ai presbiti, scritte come al solito in buricratese, che quando arrivi in fondo ti chiedi: ma insomma che condizioni mi applicano. Sì, perché c’è sempre quel “salvo…” che rimette in discussione tutto.

Considerando anche le difficoltà di relazioni dovute al periodo covid, il rapporto con le banche può diventare frustrante, perdendo in particolare i punti di riferimento consueti, che ora girano come trottole tra i vari servizi.

Chi scrive ha lavorato diversi anni in Bancaetruria e posso dirvi che tutt’ora vecchi clienti, con i quali c’era un rapporto personalizzato, mi telefonano disperati per avere delle indicazioni.

Certo è cambiato molto il lavoro bancario, sempre più spostato in internet, però se non supportato da una presenza umana può diventare insopportabile.

A proposito, cambia dal 22 febbraio anche tutto il sistema informatico che per i privati era in Qui UBI e quindi ci sarà la corsa a scaricare le nuove procedure, che considerando il livello medio di informatizzazione, potrebbero creare ulteriore stress, visto che in questo periodo ce n’è poco.

Non sappiamo nemmeno se le due banche BPER e Banca Intesa che si dividono la torta, avranno le stesse condizioni per i clienti Ex UBI.

Se volevamo periodi movimentati siamo stati accontentati, ma speriamo che ci siano istituzioni che non stanno solo a guardare ma che si facciano sentire per garantire a questo territorio ed ai suoi abitanti, anche in considerazione delle necessità finanziarie dovute alla crisi, un po’ di tranquillità.

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

1 COMMENTO

  1. Quali Istituzioni e personaggi dovrebbero garantire tranquillità? quelli che hanno portato banca etruria al tracollo, vestiti di abiti più sportivi o i figli loro ? Meglio di no. L’incerto è molto più appassionante.

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