Il “matitone” colorato non era per i più piccini

A giocare con i matitoni erano gli adulti, ma in realtà tutto ciò non doveva accadere.
L’Open day online tra un asilo e le famiglie è sfociato in una situazione a luci rosse, poiché sullo schermo per le videoconferenze di presentazione del plesso scolastico sono partite delle immagini esplicite.
Hacker che si sono infiltrati su Google Meet e hanno iniziato a trasmettere immagini molto bollenti.
Imbarazzo, sgomento e rabbia, tanto che la dirigente dell’istituto scolastico “Rita Levi Montalcini” di Lucignano e Marciano ha presentato una denuncia alla polizia postale definendo la cosa “una vera e propria azione criminale”.
Forse qualche genitore maschio avrà pure apprezzato, non ci è dato saperlo, fatto sta, che oltre al fatto deprecabile, la vicenda fa pure sorridere.
Da oggi anche i padri, forse, vorranno interessarsi di più alle vicende scolastiche, perché alla fine siamo tutti un po’ bambini.

Il Burattino
Giocatore incallito di verbi e parole, iconoclasta e irrispettoso, non si piega e non si spezza, specialmente quando il gioco si fa duro, egli comincia a giocare. Abituato a prendere botte si difende a colpi di mazza, poliglotta e multietnico, è forse il primo immigrato di Arezzo dalle calde terre dell'Africa.

1 COMMENTO

  1. Complimenti per la chiosa finale, di un sessismo abbastanza retrò, che vede le donne “immacolatamente” al servizio della prole e gli uomini che “gaudiosamente” se ne sbattono, funzionale alla moralizzazione di questi ultimi.
    Vorrei ricordare che anche le donne usufruiscono di pornografia e, parimenti, anche degli uomini si interessano dei propri figli (in ogni senso, non solo scolastico), come le donne. Esattamente come ci sono delle donne che se ne disinteressano.
    Forse un generico “qualcuno si è divertito etc..etc..” sarebbe stata una chiosa migliore.
    Sicuramente frutto di meno preconcetti, luoghi comuni e stereotipi di genere.

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