Lo schioppetto il regalo perfetto

Mentre la gente affollava i negozi tradizionali, a volte fregandosene anche del distanziamento, l’Ortica preferiva luoghi più appartati e solitari.
Ed è proprio in uno di questi, al limite del parco di Villa Severi che abbiamo incontrato lui, che sembrava divertirsi con uno strano aggeggio che faceva dei piccoli schioppettii.


Donatino, questo è il suo nome, è un arzillo giovanotto di ottantanove anni, costruttore di scoppietti pronto a farveli e regalarveli su richiesta.
Certo, voi sapete una sega cosa è uno scoppietto abituati ai giochi di plastica o elettronici.

Lo scoppietto è un gioco popolare, un cannoncino ad aria compressa realizzato tagliando un ramo di sambuco del diametro di circa tre centimetri e lungo 20-25 cm.

Si toglie l’anima interna, il midollo, e si ottiene così l’affusto del cannoncino del calibro di circa un centimetro.

Poi si taglia un rametto, solitamente di corniolo che ha legno duro, lungo poco meno della canna del sambuco e di spessore tale da entrare nella detta canna.
A parte si confezionano i “proiettili” che possono essere di vario tipo e che il nostro amico usava delle piccole bacche di alloro, ma possono essere costituiti da , ghiande, olive, stoppa o filamenti di spago masticati a lungo per renderli compatti.

Si introduce il “proiettile” in canna, con il bastoncello lo si spinge molto avanti e poi si mette un secondo proiettile e si preme il bastoncino che entrando nella canna spinge il secondo proiettile sicché il primo, sospinto dall’aria compressa esce di scatto facendo il rumore di un piccolo scoppio mentre l’altro si sostituisce al proiettile espulso rimanendo sulla bocca del “cannone” pronto ad essere espulso nel tiro successivo.

Un gioco antico di cui si è perso le tracce e che in Toscana, tanto per farci riconoscere si chiamava “lo schioccapalle”.

Grazie a Donatino che ci ha fatto riassaporare un sapore antico in questo tempo dove gli unici a farci schioccare le palle sono il virus e le persone tarate che si improvvisano esperti virologi.

Signor Sindaco, perché ai ragazzi non regala uno “schioccapalle” invece dell’inutile sierologico?

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

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