Malino, male, malissimo

Chiudiamo tutto che è meglio.
Di questi tempi non c’è altro da fare purtroppo.
Il Premier Giuseppi lo annuncerà tra pochi minuti in diretta tv a reti unificate (reti come sempre verificate dal guardalinee).
Nel Dpcm, acronimo di una serie de moccoli irripetibili, c’è un preciso capitolo legato all’Arezzo calcio.
La stagione è partita malino, continuata male, oggi siamo messi malissimo.
Quindi c’è poco da fare: chiudere la baracca, coltrare il comunale e piantare patate.

L’unica speranza resta un nome, ma non uno qualsiasi, uno di quelli che smuove le coscienze, muove le montagne, un nome con gli occhiali da sole, uno che corre sotto la curva, che impreca e che sbraita.
La prima lettera del nome di questo allenatore è la E, le altre sono ZIOLINOCAPUANO.
Si proprio lui, il mago, il vate, il combattente, colui che realizzò il miracolo.
Il Ferguson de noartri.
Uno de noartri insomma!
Perché questa Arezzo ha bisogno di caricarsi e scrollarsi di dosso una maglia nera che non le appartiene.
Siamo convinti che la scossa del Titano di Salerno sarebbe provvidenziale.
E accenderebbe in tutti noi l’entusiasmo necessario per tornare a innalzare il grido “Gasse in curva e foco alle nane!”

Luca Salvadori
Aretino di nascita e imolese per amore, divide la sua fede in parti uguali tra: Italia (qualsiasi sport), Arezzo calcio, U.S. Sampdoria, Chiesa Cattolica, Quartiere di Porta Sant'Andrea, Cesa in Valdichiana, Bassolà (quartiere degli Oci senza frontiere). Il tutto con grande equilibrio e faziosità.

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