Ci vuole una sindaca per svegliare Arezzo (video)

Si avvicinano le elezioni amministrative e ad Arezzo i candidati piovono come funghi.

Medici, vigili urbani, ex deputati, ex consiglieri, panettieri, tutti rigorosamente maschi.

Già, perché ad Arezzo le donne fanno solo da contorno.

Guardate la Tanti che, come Sancia Panza, segue il suo don Chisciotte sindaco in tutte le avventure, anche le più pericolose, con invidiabile dedizione.
Non sappiamo se, come nel romanzo di Cervantes, abbia avuto la promessa di avere il governo di un’isola ed un castello o forse si tratta solo di un suo fioretto.

Fatto sta che ad Arezzo mai una donna è stata eletta a sindaco della città.

Anche a sinistra si legge che il candidato Ralli ha ricevuto l’appoggio di tutte le donne della coalizione che lo sostiene, che sembra diventato più un harem che una formazione politica.

Eppure donne in gamba ce ne sono ad Arezzo, ed allora perché accontentarsi di qualche posticino in lista, tanto per infiocchettarla?

Non ci dovrebbe essere una parità di genere anche nel numero di candidati sindaci visto che i sette o otto attualmente in lizza sono quasi tutti vecchie volpi della politica?

In fondo una donna potrebbe veramente portare nuova aria a questa città, e sicuramente avrebbe più attenzione all’ambiente che non certi assessori motosega che stanno facendo strage di alberi.

Certo, molti aretini hanno ancora una cultura da “proda” e le donne le vedono bene solo in cucina.

Ma se vogliamo dare una svolta a questa città l’impegno delle donne, che sanno parlare più chiaro e diretto, dovrebbe essere prioritario per smazzare certi agglomerati maschili che si sono incartati tra puzzo di gas e complotti.

Del resto se qualcuno pensava che fosse solo una questione massonica, che ad Arezzo ha ancora la sua importanza, ricordiamo che anche la massoneria ha aperto alle donne e quindi non ci sono più scuse.

Forza amiche donne, fateli tremare questi ometti, candidatevi e la città sarà più moderna.

Luciano Petrai
Di professione “curioso”, ha attraversato negli anni ’80 le speranze ecologiste collaborando attivamente con gli Amici della Terra – Italia. Ha cavalcato le delusioni politiche e sociali attraverso una buona dose di auto-ironia e di sarcasmo. Attualmente fa parte della redazione del periodico “Essere” ed esprime note e lazzi in una frequentata pagina facebook . Ed ora l’esperienza ne “L’ortica” per continuare a pungere divertendosi.

3 COMMENTI

  1. Per quanto sia giusto e fondamentale incoraggiare la parità a livello di cultura generale del popolo italiano ( e se devono essere usati strumenti “temporanei” come le quote rosa poiché siamo un popolo ancora intrinsecamente maschilista ce ne facciamo una ragione), non vuol dire sempre che donna = meglio; basta vedere i posti dirigenziali occupati a livello nazionale, seppur pochi, da donne: alcune hanno dimostrato, proprio come alcuni colleghi uomini, pessime capacità di gestione, altre sono coinvolte nel malaffare e altre partono da una base ideologica ugualmente esecrabile in uno stato considerato “civile” nel 2020.

  2. Meritocrazia e competenza: due caratteristiche che non devono avere sesso.

    Chi è più bravo e capace governi, uomo, donna o gender che sia.

    Video poco significativo e riempitivo a mio avviso, pur di pubblicare qualcosa.

  3. La parità a tutti i costi, la parità per forza, esclude per definizione ogni barlume di meritocrazia. Se una persona merita, è promossa, è eletta, che avanzi, a prescindere dal sesso e dall’orientamento sessuale.

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