Il calcio: il minerale della salute ad ogni età

Esiste un serio rischio di CARENZA di CALCIO nell’organismo ad ogni età, in particolare nei bambini e giovani in rapida crescita, in donne in gravidanza e con allattamento, nelle persone adulte, negli sportivi.
L’attuale alimentazione è deficitaria in tutte le fasce di età dei livelli raccomandati giornalieri di calcio.
Il calcio oltre ad essere presente nelle ossa e nei denti, è diffuso nelle cellule, nei liquidi extracellulari e nel sangue.
Il calcio è il minerale più abbondante dell’organismo ed associare il calcio solo alle ossa è riduttivo del suo ruolo vitale all’interno del nostro organismo, ogni giorno.

RUOLO VITALE

Il calcio svolge un ruolo primario nell’attività di contrazione del cuore, nel controllo della pressione arteriosa, nel controllo del processo di coagulazione del sangue; interviene, insieme al fosforo, nello sviluppo e nel mantenimento di una normale struttura delle ossa e dei
denti; presiede ad un normale funzionamento del sistema nervoso; modula la produzione degli ormoni; interviene nella regolazione dell’equilibrio acido base ed idrico; svolge attività antiallergica; migliora l’assorbimento della vitamina B12 e del ferro; agisce come tranquillante naturale.

BIODISPONIBILITA’ DEL CALCIO
Il calcio è un minerale essenziale che va introdotto solo con gli alimenti, acqua compresa.
Il corpo umano non può produrre calcio.
La richiesta giornaliera di calcio per bambini e adolescenti in età di crescita è di 1 grammo al giorno; per adulti / femmine e maschi è di 800 mg al giorno; per donne in gravidanza e in allattamento 1.5 grammi al giorno.
Per evitare il rischio di carenza di calcio, compromettendo le sue funzioni vitali, occorre realizzare una alimentazione consapevole per assicurare la giusta dose giornaliera di calcio.

OSTEOPOROSI – VITAMINA D – PARATORMONE e CALCIO
L’assorbimento del calcio è regolato dalla vitamina D ed è condizionato da numerosi fattori quali l’acidità gastrica (una scarsa acidità riduce l’assorbimento di calcio), l’apporto di proteine alimentari (diete iperproteiche ne riducono l’assorbimento), la presenza di fibre (che sono in grado di modularne l’assorbimento).
Il progressivo avanzare dell’età limita l’assorbimento del calcio.
L’assorbimento intestinale del calcio avviene nella prima parte del tenue per intervento diretto della vitamina D.

Il 30% delle persone non hanno adeguati livelli di vitamina D.
Molti non hanno mai eseguito la ricerca della vitamina D nel loro sangue.
Con un livello di vitamina D basso, si ha un aumento del paratormone che porta via calcio dalle ossa (formazione dapprima di ostepenia poi sviluppo progressivo di osteoporosi) per assicurare una idonea dose di calcio nel sangue per assicurare anche le altre funzioni del calcio in tutto l’organismo.

Consiglio di eseguire la ricerca di vitamina D, paratormone, calcemia, fosfatemia, osteocalcina, per verificare il proprio metabolismo del calcio e dello stato della propria massa ossea. Opportuna è anche l’indagine DEXA dopo i 50 anni sia per donne sia per uomini per prevenire e gestire in salute le proprie ossa.

PRESSIONE ARTERIOSA e CALCIO
Il calcio ha un ruolo primario nel controllo della pressione arteriosa e per una efficace attività cardiaca. Un dosaggio corretto di calcio nella dieta può annullare gli effetti dannosi del sodio (eccesso di sale da cucina) e il deficit di questo minerale può elevare la pressione.
Il calcio svolge un’azione diuretica, eliminando il sodio attraverso i reni, e questo aiuta a ridurre l’ipertensione arteriosa. Di solito i soggetti ipertesi consumano meno calcio rispetto ai normotesi. Il calcio svolge una azione sulla contrazione muscolare.
Molti dolori muscolari sono espressione di carenza di calcio nell’organismo.
Il calcio contribuisce in modo sostanziale alla salute e alla efficienza del corpo umano ad ogni età.

IL CALCIO DOVE SI TROVA
Tutti associano il calcio al latte e suoi derivati:
1165 mg di calcio in 100 g di grana,
pecorino 1162 mg/100 g,
parmigiano 1159 mg/100 g,
emmental 1145 mg/100 g,
gran moravia 1134 mg /100 g.
Per chi ama il pesce sono consigliati soprattutto sgombri, acciughe e polpi.
Ma i formaggi stagionati non possono essere assunti quotidianamente.
Non più di due volte nella settimana!

Ci sono le persone che non possono assumere latticini (in quanto intolleranti) oppure che non li vogliono consumare per diversi motivi (ad esempio perché vegani).
In queste condizioni esistono altre scelte alimentari, ottime fonti di calcio. I vegetali e gli ortaggi ne contengono una discreta quantità (cavolo, radicchio, broccoletti, indivia), in questi alimenti il calcio è meno biodisponibile a causa della presenza di acido ossalico e fitico che interferiscono con il metabolismo del minerale.

Meglio puntare sulla frutta secca (mandorle, nocciole, pistacchi, noci…); usare le erbe aromatiche o le spezie come
salvia che contiene la dose di calcio 600 mg/100 g,
pepe nero 430 mg/100 g,
rosmarino 370 mg/100 g,
basilico 250 mg/100 g,
menta 210 mg/100 g,
prezzemolo 220 mg/100 g,
che sono ricche di calcio, esaltano il sapore del cibo, riducendo così anche l’apporto di sale da cucina.

ACQUA ALIMENTO e CALCOLOSI RENALE
Consiglio l’acqua come alimento, scegliere acque con residuo secco fisso superiore a 500 mg / litro, il calcio introdotto con l’acqua viene assorbito al pari di quello alimentare.
La calcolosi renale si verifica quando si ha una densità urinaria superiore a 1025 (segno che non si introduce un volume adeguato di acqua nella giornata) oppure e quando il pH della urina è acido (valore da in 5 in giù).
Controllare referto urina.
Non è la dose di calcio contenuto nelle acque a creare la calcolosi renale, ma la carenza di acqua introdotta e il pH acido urina.
Buona giornata in salute.

Pierluigi Rossi
Laureato in Medicina Chirurgia è Specialista in Scienza della Alimentazione, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva. E’ stato Primario presso la ASL di Arezzo, Servizio Sanitario della Toscana, per 22 anni, Direttore della U.O. Direzione Sanitaria della stessa ASL, dove ha creato e diretto Ambulatorio di Nutrizione Clinica. Docente dal 1995 al 2009 di Scienza della Alimentazione presso la Università degli Studi di Siena. Docente (a.c.) presso la Università degli Studi di Bologna. E’ autore di un considerevole numero di ricerche scientifiche pubblicate in riviste italiane ed internazionali. Autore di libri. Ha fondato la Scuola di Alimentazione Consapevole, dirige e insegna in Master e Corsi di Nutrizione Clinica a medici, biologi, farmacisti e personale sanitario in molte città italiane e all’estero. Ha elaborato il Metodo Molecolare (Dieta Molecolare) che supera il calcolo giornaliero delle Calorie, considerato un artefatto scientifico perché il corpo umano utilizza per il suo lavoro metabolico solo energia chimica (ATP) e non certo il calore.

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